Alla scadenza della mobilità, appello dei lavoratori dell’ex call center per dare alla nuova società, la Netith, l’importante commessa

Scadranno il 6 dicembre prossimo gli ammortizzatori sociali per gli ex lavoratori dell’ormai defunto call center paternese Qè. In vista di questa scadenza, che graverà non poco sulle tasche dei lavoratori, e in vista dell’avvio della nuova realtà imprenditoriale, la Netith, la quale si farà carico di parte della forza lavoro, i dipendenti dell’ex Qè lanciano un forte appello a tutte le istituzioni affinché non si perda la commessa Inps-Inail che ha rappresentato la colonna portante dell’ormai fallita società e vengano garantite forme temporanee di sostegno al reddito. Di seguito la lettera scritta da tre ex rappresentanti sindacali Qè.

Ultimo appello degli ex lavoratori del call center Qè di Paternò. Vietato restare a guardare

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni
Al Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda
Al Viceministro dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova
Al Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti
Al Presidente della Commissione lavoro Camera dei Deputati, Cesare Damiano
Ai componenti della Commissione lavoro Camera dei Deputati
Al Presidente della Commissione lavoro Senato della Repubblica, Maurizio Sacconi
Ai componenti della Commissione lavoro Senato della Repubblica
Al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci
Al Prefetto di Catania, Silvana Riccio

Per conoscenza alle massime istituzioni nazionali
Ai Deputati e Senatori nazionali

I nostri nomi sono Valentina Borzì, Giovanni Arcidiacono e Anna Orifici, ex lavoratori e rappresentanti sindacali del call center Qè di Paternò (CT); ci rivolgiamo a voi a nome di tutti i nostri colleghi, che assieme a noi, continuano a vivere un dramma sociale i cui effetti devastanti non smettono di manifestare uno stato d’insofferenza costantemente in crescita.
La ragione per la quale abbiamo convenuto di comunicare formalmente le nostre preoccupazioni è di sensibilizzare e, pertanto, provare ad ottenere dalle istituzioni competenti le soluzioni tese a ripristinare le condizioni idonee a garantire la definizione di una vertenza che rischia di sfociare, nonostante lo svolgimento di diversi tavoli istituzionali in Prefettura, alla Regione Siciliana e al Mise, in conseguenze irreversibili a causa della scadenza degli ammortizzatori sociali, oramai imminente, prevista per la data del 06/12/2017.

A conclusione delle tante ed estenuanti trattative, emerge una nuova realtà imprenditoriale: Netith. La vertenza tuttavia necessità di supporto istituzionale al fine di riportare nel territorio la commessa Inps-Inail che ha rappresentato la colonna portante dell’ormai fallita società Qè, la cui gestione scriteriata e truffaldina ha causato la perdita di seicento posti di lavoro nonché la mancata percezione di sei mensilità unitamente al Tfr maturato dai lavoratori.
Dunque, in riferimento alla commessa Inps-Inail, attualmente gestita da Transcom Worldwide S.p.A., nonostante un anno di manifestazioni, sit-in, flash mob parallelamente ai tavoli istituzionali, ancora oggi non vi sono le garanzie tese a restituire al territorio, più volte e nel tempo gravemente defraudato, il riconoscimento di quei volumi in precedenza esistenti.

Chiediamo pertanto alle Istituzioni in indirizzo, a nome di tutti i nostri colleghi, e con il coinvolgimento delle Parti sociali e delle istituzioni territoriali, che si pervenga al più presto a soluzioni che possano da una parte garantire i volumi di lavoro, attraverso la riattribuzione della commessa Inps-Inail e, dall’altra, il riconoscimento di forme temporanee di sostegno al reddito, quali possano essere gli ammortizzatori sociali in deroga, o eventuali ammortizzatori straordinari, al fine di garantire la necessaria continuità di reddito ai lavoratori in attesa di una loro ricollocazione.
Si comunica inoltre l’intenzione degli ex lavoratori Qè di manifestare ad oltranza nel territorio a partire da giorno 22 novembre e fino a quando non verrà avviato un tavolo di concertazione, locale e nazionale, con tutte le Parti sociali coinvolte nella vertenza.

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