L’ospedale avrebbe a disposizione stanze per la riapertura del laboratorio di analisi. Si attende il responso del direttore generale dell’Asp Giammanco

Sopralluogo ieri all’ospedale “Santissimo Salvatore” di Paternò, per trovare un luogo idoneo dove collocare il laboratorio di analisi. Sulla riapertura del laboratorio, chiuso ormai da mesi per problemi di carenza strutturale, si stanno cercando soluzioni, e la costruzione ospedaliera sembra avere diverse stanze che possono servire all’uopo. Alla presenza del primo cittadino Nino Naso, del direttore del distretto sanitario CT2 (che include gli ospedali di Biancavilla, Bronte e Paternò) dell’Asp 3 di Catania, Giuseppe Spampinato, dell’ingegnere Maurizio Buccheri e del sindaco di Ragalna, Salvatore Chisari si è discusso dell’opportunità di utilizzare alcune stanze a pian terreno accanto all’ingresso principale.

L’idea verterebbe sullo spostamento di alcune unità al piano superiore, così dove prima c’era il “Day hospital” e ancora c’è l’“Endoscopia”, verrebbero ospitati i macchinari per gli esami (già giunti in ospedale, in attesa di entrare pienamente in funzione) e il laboratorio di analisi.  Le unità che lascerebbero il posto al laboratorio andrebbero sopra, accanto al reparto di “Oculistica” dove pare ci sia spazio.
Sembra sufficientemente ottimista sull’evolversi della situazione verso la riapertura del laboratorio il sindaco di Paternò, Nino Naso: «Pare che sia stato positivo il sopralluogo di oggi. Lo spazio per il laboratorio di analisi sembra che ci sia e che i locali siano idonei. Si pensa di spostare un’unità al piano superiore per fare ulteriore spazio ma è chiaro che l’idea c’è e sembra buona, ma adesso attendiamo il parere del direttore generale Asp Catania Giuseppe Giammanco. Sarà il dirigente sanitario Spampinato che riferirà quanto è emerso oggi da questo sopralluogo al dirigente Giammanco e poi vedremo».

Chiuso perché sono emerse carenze strutturali, più di qualcuno nutre il sospetto che un altro tassello è stato rimosso per realizzare il disegno della serrata definitiva dell’intero nosocomio. Un depotenziamento che ancora fa male a molti paternesi e non solo, avendo, l’ospedale, un’ampia utenza. La presenza del primo cittadino di Ragalna, Chisari, del medesimo distretto sanitario, testimonia quest’interessamento a che l’ospedale funzioni al meglio e nello specifico che il laboratorio di analisi riapra.
In ogni caso gli esami in emergenza vengono fatti, per l’ordinario si aspetta: finora i prelievi vengono portati negli altri ospedali vicini, perché dei macchinari giunti per svolgere gli esami pare che sia in funzione solo quello per gli esami urgenti sollecitati dal Pronto soccorso, mentre l’altro macchinario addirittura dovrebbe essere montato, quindi occorre spazio e la definizione precisa del sito del laboratorio.

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