Presentato il libro “Paternò 1919- 1955. Cronache”, che aggiunge nuovi tasselli ad una precedente opera

Un focus sulla situazione del primo e del secondo dopoguerra a Paternò. È il fulcro dell’ultimo libro di Nino Tomasello “Paternò dal 1919 al 1955. Cronache”. L’intento di questo testo è esplicitato nel sottotitolo “Ovvero … un contributo alla Banca della Memoria” soffermandosi sull’importanza della memoria come caposaldo sociale. Se ne è discusso, ieri pomeriggio, nell’aula magna del liceo classico “Mario Rapisardi” di Paternò, alla presenza tra gli altri: del primo cittadino Nino Naso; del professore emerito di Storia contemporanea e direttore dell’Archivio storico della Sicilia Orientale, Uccio Barone; di Alessia Facineroso, dell’Università di Catania, che del libro ha curato la prefazione; di Barbara Sinatra, docente di Lettere nei licei e autrice della postfazione del testo e di Sebastiano Angelo Granata, del dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Catania. L’incontro è stato moderato dal dirigente scolastico del liceo “Rapisardi”, Luciano Maria Sambataro, mentre la conclusione dell’evento è stata affidata all’autore.

Una ricerca storica articolata che giunge ad esiti inediti su un periodo particolare, su una Paternò poco nota che mostra la voglia di rialzarsi dopo il disastro del conflitto mondiale e l’affacciarsi di un altro conflitto, quando si credeva di aver raggiunto un po’ di equilibrio, tuttavia la ferrea resistenza e il desiderio di ricostruire alla fine sembra predominare. Sugli aspetti spiccatamente cittadini si riverbera la crisi della democrazia liberale, la nascita e l’affermazione del Fascismo e l’istituzione della Repubblica Italiana, insomma un contributo, con fatti documentati, da parte di Tomasello a vicende che erano rimaste avulse dalla grande storia, quando invece, come dimostra l’autore, sono gli episodi di prossimità che consentono una maggiore comprensione degli eventi epocali.

La vicepreside e docente del liceo “Rapisardi”, Angela Pistorio, alla domanda sulla valenza di questo testo nel frangente storico coevo, ha così risposto: «La Banca della memoria fatto in un centro importante, senz’altro, come Paternò, ma è un micro centro rispetto agli eventi storici di una nazione e anche dell’Europa. Ecco perché stato accolto da questo liceo. È un libro importante perché non ha niente da invidiare alla macro storia, forse dalle piccole cose, dal costume proprio noi possiamo capire quelli che sono gli eventi, che in un manuale scolastico forse scivola, non viene concepito con l’intensità, i sentimenti, perché i ricordi portano emozioni. E questo è quello che noi, nel corso di questa presentazione, vogliamo mettere in risalto. Non sono storielle, ma fatti di vita vissuta da molti uomini, che senz’altro alcuni conosceranno altri no. Sperando che possiamo divulgare come scuola, a questi giovani che vengono da noi per formarsi, qualcosina di diverso e di costruttivo».

Tomasello come studioso di storia ha approfondito anche il periodo della Resistenza e i suoi riflessi a Paternò, quindi già dagli albori dell’Unità fino al periodo della crescita economica nazionale il quadro cittadino si fa più nitido. «Questa è la seconda parte di un libro che io pubblicai tre anni fa – spiega Tomasello – , e sono documenti inediti della città, la vita civile, l’organizzazione politica e così via. Il primo era 1860- 1918 questo invece 1919- 1955. Sono in gran parte inedite le informazioni che io ho ricercato in archivio, è un’indagine, seppur con tutti i limiti, vuole essere un contributo alla memoria. La storiografia non fornisce nei dettagli quello che avviene nelle singole realtà locali, manca quella pagina bianca di approfondimento ossia mentre avvenivano determinate cose nel resto d’Italia frattanto a Paternò succedeva questo… ecc. insomma è un’innovazione metodologica».

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