Versa in uno stato di incuria la Collina storica ed in particolare il suo castello: muri imbrattati e danni ai monumenti. Maiolino su videosorveglianza: «presentato un progetto ma ci vuole tempo»

Non mancano le rassicurazioni rispetto ai rimedi che verranno presi, ma la situazione al momento appare un po’ critica. È l’area della Collina storica paternese a destare non poche preoccupazioni, non solo rispetto all’ultimo atto vandalico ai danni dei gradini della Scalinata settecentesca (leggi l’articolo su Yvii24), ma anche per la condizione in cui versa il castello normanno, peraltro troppo spesso chiuso.
Iniziamo dal degrado: i graffiti caratterizzano gran parte dei muri perimetrali di scalinata, chiesa madre e castello. Sembra che gli imbrattatori agiscano nella più assoluta impunità. Di certo i graffitari agiscono da anni e le responsabilità sono da addebitare alle diverse amministrazioni succedutesi. Destano rabbia i segni di bombolette spray con scritte e disegni osceni: dalla chiesa di “Cristo al monte”, ai muri di cinta del cimitero, a quelli della chiesa matrice o “Santa Maria dell’Alto” finanche ai gradini della scalinata e a quelli del Castello, al terrazzo inibito e alla porta con il suo arco ogivale.

Altro aspetto, di certo non secondario, le visite alla Collina storica. Pare che richieste all’Ufficio turistico non ne siano pervenute in questo periodo, probabilmente la stasi è dovuta all’inizio dell’anno scolastico per cui questa categoria di visitatori, fra le più numerose, deve avere il tempo di organizzarsi. Tuttavia probabilmente in questo momento non ricevere visite non è neanche così deleterio se si osserva lo stato di abbandono dell’intera area storica.
«Per quanto riguarda le scale danneggiate dai vandali – ha spiegato ad Yvii 24 l’assessore alla Cultura, Carmelo Maiolino – c’è una ditta che si è proposta volontariamente per la sistemazione, quindi presto verranno aggiustate. Perché è importante per questa parte della città che rimanga integro un monumento storico e architettonico di quel valore».
Questa sistemazione, necessaria, dovrebbe, probabilmente, essere seguita da una serie di altre messe in sicurezza e riqualificazioni, basti solo pensare ai muri perimetrali, ai muri maestri e alle facciate, dei vari monumenti della collina, come detto sopra.

GALLERIA FOTOGRAFICA (IMMAGINI DI LUCIA PATERNÓ)

Se il maniero fosse maggiormente vissuto, aperto anche il sabato e la domenica, non su richiesta ma come una bella consuetudine, forse molti di questi episodi vandalici potrebbero cessare. Osservazione, quest’ultima, replicata con la giustificazione che il Comune non ha personale sufficiente da poterlo impiegare tutti i giorni al castello, e poi gli atti vandali si consumano nottetempo prevalentemente. Allora occorrerebbe un buon sistema di videosorveglianza. Uno strumento atteso da una quindicina di anni almeno, per quest’area di particolare pregio storico e monumentale. «Abbiamo presentato un progetto cercando fondi, ma queste cose purtroppo richiedono tempo – prosegue l’assessore Maiolino –. Si tratta di aspettare per capire se il progetto è stato accolto o meno. Inoltre il castello non è di proprietà del comune quindi non lo possiamo aprire quando vogliamo. Se c’è un evento lo abbiamo sempre aperto, come per esempio durante la “Fiera di settembre” e poi ovviamente con le richieste, non necessariamente scritte».
Eppure è stata firmata, quasi un anno fa, la convenzione regionale sull’uso del castello normanno: se la proprietà rimane della Regione la gestione non è più a carico della Sovrintendenza di Catania, ma del Comune di Paternò, e quindi la sua valorizzazione e la sua conservazione rientrano nelle competenze del comune e del Polo museale di Catania.

Solo la scorsa primavera i pullman di visitatari stazionavano in piazza Santa Barbara, per il “Tour dei castelli”, adesso il silenzio e il decadimento dominano gli spazi collinari.
Pare che ci sia uno scollamento tra gli uffici comunali e lo sportello ITA (Informazione e accoglienza turistica) di piazza Umberto, dove nonostante la presenza di tre giovani del servizio civile, messi a disposizione della Pro Loco, questo lavoro di valorizzazione turistica sia soggetto a molti intralci. Così come intralciato è il viottolo che dovrebbe portare dalle scale al terrazzo del castello: in realtà bloccato il passaggio da entrambi i lati da due grate di acciaio, per via della presenza di uno smottamento della superficie nei pressi della ringhiera e di tombini e i pozzetti dell’elettricità scoperti; dunque per questo motivo era stata transennata, ma i vandali hanno buttato giù le grate. «A questo porremo rimedio prestissimo – rassicura l’assessore Maiolino – ».
Staremo a vedere il “prestissimo”, concretamente, a quanti giorni, mesi o anni corrisponderà.

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