Ripiomba lo spettro della chiusura sul nosocomio paternese. A preoccupare la permanenza della serrata sul laboratorio di analisi

Doveva essere una chiusura temporanea ma ancora non si discute di una riapertura. Il riferimento è al laboratorio di analisi del nosocomio paternese chiuso per criticità di assestamento da oltre due mesi, il timore è che si stia innescando il medesimo meccanismo di depotenziamento, che ha portato alla serrata di diversi reparti. Per scongiurare questa ipotesi il sindaco Nino Naso ha organizzato un incontro, questa mattina, nella sala riunioni del “SS. Salvatore”.
All’invito del sindaco Naso hanno risposto: gli amministratori dei comuni dello stesso distretto sanitario Ragalna e Belpasso, con il vice sindaco ragalnese Roberto Di Bella e il primo cittadino di Belpasso, Carlo Caputo; il senatore Salvo Torrisi; il deputato nazionale Ignazio La Russa; il presidente del Consiglio comunale di Paternò, Filippo Sambataro; il vice sindaco Ezio Mannino e l’assessore comunale Carmelo Maiolino.

A portare i suoi saluti il direttore sanitario del distretto Ct 2 dell’Asp 3 di Catania, Giuseppe Spampinato, il quale ha comunicato che lunedì il laboratorio analisi funzionerà per prelievi ma non per le elaborazioni, i macchinari saranno in funzione solo per le emergenze. I prelievi continueranno ad essere portati a Biancavilla e Bronte e qualche volta sembrerebbe persino a Caltagirone, per essere esaminati, con costi elevati e passaggi che potrebbero aumentare il rischio di errori.
Sul paradosso di avere queste apparecchiature e il laboratorio chiuso ha insistito il sindaco Naso: «Fanno tutto! Che senso ha che fanno solo le analisi per le emergenze quando funzionano? I laboratori di analisi solo perché mancano due stanze, che possiamo benissimo recuperare da un’altra parte, sempre nella struttura, non può rimanere chiuso! Faremo un documento. Quello che è nostro ce lo devono restituire! La sanità pubblica è necessaria e non va negata. Tutti quelli che abbiamo responsabilità ci dobbiamo unire per questo scopo».

I due rappresentanti degli altri comuni del distretto si sono detti disponibili ad unirsi in questa battaglia di riconquista del laboratorio di analisi prioritariamente e poi di una riqualificazione generale dell’ospedale, perché «Considerato il bacino d’utenza Paternò – come ha asserito il vice sindaco di Ragalna, Di Bella – ha diritto di avere una struttura sanitaria di eccellenza. Bisogna recuperare i mattoni che man mano sono stati portati via».
Il sindaco Caputo di Belpasso ha condiviso il pensiero di Naso circa le eventuali azioni da intraprendere: «La razionalizzazione della spesa ha portato allo smantellamento di questa struttura. Adesso si chiede una cosa semplice per quel che concerne il laboratorio di analisi. L’adesione ad una forma di protesta idonea per questo diritto va attuata».

Tutti concordi sulla genesi del problema, ricadente sulla riprogrammazione del piano sanitario dell’accorpamento degli ospedali, che ha creato una situazione di svantaggio per il “SS. Salvatore”.
«C’è una programmazione sbagliata che va rivista – ha affermato il senatore Torrisi – dunque dobbiamo avere la forza per ribaltarla. Il direttore generale non può ignorare le esigenze del territorio, i bisogni dei cittadini. L’incontro con il direttore sanitario è urgente e va fatto a Paternò».
Il deputato nazionale La Russa ha assicurato che chiederà il question time alla Camera, con la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, sulla problematica dell’ospedale paternese. Un tentativo per mostrare la sua collaborazione alla difesa dei questo importante presidio, anche una se l’organizzazione sanitaria locale (legge del 1975) dovrebbe essere di pertinenza del governo regionale e non nazionale.

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