La documentazione fotografica sui costumi e sulle abitudini del periodo che precede e segue la Seconda guerra mondiale, è stata recuperata dallo storico Ezio Costanzo. La mostra sarà visitabile fino al 6 gennaio

Cinquanta scatti d’epoca che raccontano la quotidianità, i costumi, della società paternese tra il 1930 e il 1950. Sono le foto del cavaliere Achille Palermo, fotografo paternese, esposte dall’1 dicembre al 6 gennaio a Palazzo Alessi, in piazza Umberto a Paternò. Una mostra ideata e curata da Ezio Costanzo, docente, storico e giornalista. Ad organizzare l’evento il Lions Club di Paternò e il Comune con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Catania. All’inaugurazione giovedì 1 dicembre, con il curatore Costanzo erano presenti fra gli altri: il presidente del Lions Club cittadino, Sebastiano Garifoli; il primo cittadino Mauro Mangano; l’assessore alla Cultura, Valentina Campisano; il presidente dell’assise civica paternese Laura Bottino; dall’Accademia di Belle Arti di Catania, la docente di Archiviazione e Conservazione della Fotografia, Carmen Cardillo e il direttore, Virgilio Piccardi; e infine il vice governatore del Lions Sicilia Antonino Giannotta, club che quest’anno celebra il Centenario.

Stupore e solennità negli sguardi catturati dell’obiettivo di Palermo, che nel suo studio in via Cara, ha lasciato una documentazione sui costumi, sulle abitudini di quel periodo sconvolto dalla guerra e d’impegno nella ricostruzione. In quei volti trapela la speranza di un mondo più semplice. In quei sorrisi appena accennati, nella profondità e nel pudore di quegli occhi c’è un’umanità, in fondo non dissimile dalla nostra. È un passato che si lega alla contemporaneità, nelle aspettative e nella voglia di essere testimoni di un tempo, del nostro tempo.  In fondo come ha asserito il sindaco Mangano: «Guardare queste foto…  ricorda anche a noi, uomini del “selfie” e della riproducibilità dell’immagine, che in realtà, oggi come allora, come forse sempre, abbiamo bisogno di pensarci guardati per definire chi siamo».
Achille Palermo operò a Paternò dal 1930 al 1972 anno, in cui morì. Nacque a Vittoria e apprese l’arte della fotografia dal padre Raimondo.

Il ritrovamento di queste foto è avvenuto in maniera fortuita come racconta lo stesso Costanzo: «Nel lontano 1979 venne a casa mia una persona che mi portò delle lastre fotografiche, dicendomi che le aveva trovate in una discarica d’inerti nella zona di Schettino. Con la mia Renault 4 sono andato a vedere e c’erano tantissimi rullini e lastre di vetro. Molte di queste lastre di vetro sono andate distrutte, ma 1500 le ho recuperate. Erano state abbandonate lì quando la casa di Palermo venne venduta».
Sull’importanza dell’archiviazione e della conservazione delle fotografie come documenti storici ha parlato Cardillo: «La fotografia testimonia chi siamo, il nostro mondo. La fotografia è un bene culturale. Le foto sono oggetti d’arte».
Il Lions Club, nell’ambito delle celebrazione del Centenario, e l’amministrazione locale si sono adoperati per corroborare la memoria il senso d’identità collettiva. L’auspicio è quello di poter salvare il resto di questo patrimonio fotografico – come ha puntualizzato Costanzo – attraverso la digitalizzazione. Le foto saranno donate alla Biblioteca comunale ed inserite in un archivio consultabile online, ma soprattutto l’anelito dello storico Costanzo è quello che nasca un Fondo fotografico dedicato ad Achille Palermo.

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