Anthony Distefano: «E’ uno dei momenti più duri della nostra vita. Occorreranno energie e capacità che non sono più in linea con il classico modello del consenso elettorale»

E’ uno dei momenti più duri della nostra vita. Sulle spalle di ognuno di noi grava il peso dell’incertezza, della paura, dell’impotenza. Dello spettro di non riuscire ad andare avanti. Ma in noi governa forte anche la speranza che ce la faremo: certo, che ce la faremo.  Buona parte della città sta affrontando con serietà e impegno l’emergenza sanitaria, in una battaglia snervante, cinica ed invisibile. Siamo noi la speranza di noi stessi. Ma questa è un’emergenza che ha rimescolato e rimescolerà tutti i concetti di fare ed essere Istituzione: occorreranno energie e capacità che non sono più in linea con il classico modello del consenso elettorale.

Se è vero che – da rappresentanti delle istituzioni in ambito locale – il nostro campo d’intervento è limitato, beh, occorre comprendere che una volta per tutte il bene comune deve sovrastare il superfluo. In attesa che dal Governo centrale ci venga definitivamente indicato quale sarà il Piano degli interventi, dobbiamo mentalizzare il fatto che occorrono soldi per i commercianti che stanno perdendo mesi di fatturato, per gli ambulanti del mercato, per i fiorai, per i muratori. Per non parlare dell’esercito di precari che non ha possibilità di reddito. Così come occorre assimilare il fatto che il diritto allo studio va tutelato ad ogni costo e che serve fare i conti con le vicende di decine e decine di famiglie paternesi chiuse in casa a fare lezione ai bambini senza internet o mezzi adeguati.

Dobbiamo confrontarci su queste cose pur sapendo di non avere soluzioni definitive. E la difficoltà di un apparato come quello comunale devono essere le nostre: le istituzioni locali, dicevo, ben poco posso fare ma la preghiera che rivolgo ad amministrazione e assise tutta è che serve discutere e scrivere con tutti i consiglieri il bilancio del Comune che dovrà essere straordinario e innovativo. Siamo in crisi. Al collasso economico. Serve tracciare un sentiero, progettare un modello che mai era stato pensato prima.
All’emergenza si risponde con interventi d’emergenza.

Sul fronte sociale, si stanno moltiplicando le iniziative per garantire la spesa alle famiglie in difficoltà. Bene. Molto bene. Non voltiamoci dall’altra parte: chi può aiuti il proprio vicino di casa o le associazioni di volontariato che agiscono in città. “Siamo tutti sulla stessa barca”. Il dono di una busta della spesa, oggi, è un’opera salvifica. Il mio ringraziamento, che non è soltanto il mio, a tutti coloro i quali sono impegnati a garantire i servizi essenziali perché è grazie a loro che stiamo riuscendo ad affrontare  questo difficile momento. Agli esercizi commerciali, alle farmacie che forniscono un supporto sanitario ma anche psicologico, ai medici di base, agli infermieri ed agli operatori sanitari.
Grazie. Ce la faremo.

Print Friendly, PDF & Email
Hashtags #anthony distefano #coronavirus #lettera aperta #Paternò #Ultime notizie