Dopo Distefano è Naso a puntare l’indice contro il sindaco Mauro Mangano

Anche gli stipendi dei dipendenti comunali paternesi irrompono nella campagna elettorale per le amministrative dell’11 giugno. La mensilità di aprile, che doveva essere accreditata il 27 del mese scorso, ancora non è stata corrisposta e, per il momento, è destinata a slittare ancora.
Due giorni di assemblea sindacale da parte di 400 impiegati su iniziativa delle federazioni lavoratori pubblici di Cgil, Cisl e Fials. E insieme agli stipendi di aprile, in tanti attedono il salario accessorio, relativo a reperibilità e turnazione, che dovrebbe essere corrisposto con la stessa mensilità di aprile.

Il Comune di Paternò non avrebbe liquidità e attende il trasferimento della Regione, non prima del 22 maggio, e gli incassi di Tari e Imu (fine maggio e 16 giugno).
Dopo la presa di posizioni del candidato sindaco Anthony Distefano, a cui ha replicato in una nota il primo cittadino Mauro Mangano, anch’egli in corsa per un secondo mandato, giunge la nota del candidato Nino Naso, che unisce il malcontento dei comunali con il malcontento dei dipendenti Ipab, anche loro senza stipendio, anche se il pagamento delle spettanze non è di competenza del comune. Trasmettiamo di seguito la nota di Naso. Abbiamo chiesto al sindaco Mauro Mangano una replica che pubblicheremo nel momento in cui verrà trasmessa.

Le crisi dei lavoratori Ipab e del Comune di Paternó dimostrano il fallimento dell’amministrazione Mangano

Negli ultimi due giorni abbiamo preso atto della convocazione di due assemblee di lavoratori preoccupati per il proprio futuro, a causa dell’incertezza legata al ritardo nel pagamento degli stipendi. È vero che i trasferimenti regionali e statali sono diminuiti, ma dice una bugia chi afferma che è sempre “colpa degli altri”.
I lavoratori dell’Ipab “Salvatore Bellia” e i dipendenti del Comune di Paternò pagano con i sacrifici e le ristrettezze delle loro famiglie il fallimento dell’amministrazione Mangano che a conclusione del mandato lascia una città in macerie e i paternesi più poveri e preoccupati.

Lo abbiamo denunciato in mille occasioni e, purtroppo, oggi sta avvenendo ciò che temevamo di più: dopo cinque anni le tasse sono al massimo e gli stipendi dei dipendenti in grave ritardo da settimane o, addirittura, da mesi.
Ritengo che non sia onorevole per un sindaco dire alla città “non ci sono più soldi”. Un sindaco che vuole bene alla Città lavora giorno per giorno, perché questo non debba mai avvenire, perché i diritti dei lavoratori vengano tutelati.
Si declamano poesie, mentre le famiglie non sanno cosa mangiare. Questo è ciò che mi fa più rabbia! Con tutto me stesso sono vicino a tutti i dipendenti comunali e a tutti i dipendenti dell’Ipab “Salvatore Bellia”.
Questa politica fatta di “belle parole e zero fatti” ci ha tolto tanti diritti, ma non ci toglierà mai il diritto di sperare in una città migliore. Mandiamoli a casa e torniamo a lavorare.

Nino Naso

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