All’attacco i consiglieri della minoranza non grillina che in un documento parlano di fatto “gravissimo”

Ora tarda o malesseri, in seno alla maggioranza consiliare di Paternò che sostiene il sindaco Nino Naso? La verità, come saggezza insegna, sta sempre a metà, anche se saranno i prossimi giorni a chiarire meglio la liquefazione di ieri sera in aula della maggioranza consiliare. Dopo il via libera al Piano triennale delle opere pubbliche, sul secondo punto riguardante la dismissione di alcune partecipate, è venuto meno il numero legale con la conseguenza che la riunione è slittata a questa sera. L’opposizione che ha sostenuto Anthony Distefano sindaco affila le armi e in un comunicato stampa a firma dei consiglieri Anthony Distefano (Rialzati Paternò), Guido Condorelli, Emilia Sinatra, Pippo Orfanò (Forza Italia), Piero Cirino, Patrizia Virgillito, Giuseppe Lo Presti (Paternò 2.0) bolla come “gravissima” l’uscita dei consiglieri di maggioranza.

In particolare, nella nota, la minoranza scrive: «Facendo cadere il numero legale è stata sancita la riproduzione di un modello di vecchia politica del quale la nostra città si è stancata da tempo. Ieri abbiamo assistito ad una vergogna. È stato evitato il confronto politico per paura di essere battuti al momento del voto. Il sindaco ne tragga le dovute considerazioni: siamo appena alla terza riunione di Consiglio comunale e già assistiamo a pantomime che umiliano le istituzioni. Altro che rivoluzione! Questa è restaurazione bella e buona. Nulla è cambiato e, al di là delle belle parole, non stiamo assistendo a quella inversione di rotta che la nostra comunità si augurava. Questa sera, l’opposizione tornerà in Consiglio comunale ad occupare quei banchi per i quali è stata chiamata a rappresentare i bisogni della città. Tutto il resto, è pura propaganda da campagna elettorale alla quale l’amministrazione e questa maggioranza sono, evidentemente, rimasti ancorati».

Nel corso della seduta il consigliere Anthony Distefano ha presentato tre interrogazioni: la prima sull’Azienda municipale acquedotto, per chiedere secondo quale modalità si ricerca la figura del presidente, dopo quella che il consigliere definisce la “destituzione” di Giuseppe Rapisarda “avvenuta ormai due mesi fa”; la seconda per verificare se vi siano le condizioni tecniche per aumentare il monte ore dei lavoratori Asu ed ex Asu in forza al Comune di Paternò; la terza per chiedere di rendere noto agli scrutatori che hanno prestato servizio nei giorni del voto e dello spoglio alle comunali dell’11 giugno scorso, entro quale data verrà liquidato il loro compenso.

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