Nino Naso presenta una denuncia per il video e i commenti lesivi della sua persona e QT Sicilia magazine ammette: “interventi non contemporanei e persone diverse”

Approda al Palazzo di Giustizia di Catania, la vicenda del video girato al mercato di Paternò che ritrae il candidato sindaco della cittadina alle amministrative di giugno, Nino Naso, interessarsi alla prestazione medica non erogata ad una cittadina paternese, diffuso dal giornale on line “QT Sicilia magazine” (vai al nostro articolo). Naso ha infatti dato mandato ad un legale di fiducia, l’avvocato Dario Riccioli, per “verificare se nella diffusione dei video comparsi nei giorni scorsi, anche sui social network, possano individuarsi ipotesi di reato e di chiedere la punizione degli autori nei termini di legge” (una nota stampa, che pubblichiamo di seguito, è stata diramata dall’avvocato Riccioli). Dunque, nel mirino finiscono non soltanto chi ha diffuso il video, ma anche i commenti sui social network che hanno leso l’immagine del candidato.
La denuncia si somma agli esposti, minacciati o presentati, dalle altre parti politiche in campo e, dunque, è ipotizzabile che, nel corso della campagna elettorale, si continui a parlare del video in sede giudiziaria.

Intanto il giornale on line “QT Sicilia magazine” rettifica il tiro e, in un nuovo articolo ammette l’errore in quanto il video mostra interventi non contemporanei e persone diverse. Ecco cosa scrive il giornale on line a corredo della pubblicazione del video del mercato in versione integrale:“Un errore lo abbiamo commesso nel non controllare rigorosamente il video che ci è pervenuto. Il montaggio fatto, rispetto agli interventi di Naso e Giangreco, contenuti nel video, non sono contemporanei e non fatti alla stessa persona. Di questo ce ne scusiamo se si è avuta l’impressione che l’intervento di Giangreco, che prende appuntamento per la prestazione sanitaria alla stessa signora. In effetti, lui, da appuntamento a persona diversa” (vai all’articolo).
Anche noi, nel nostro articolo, avevamo sottolineato che si trattava di due momenti diversi (distanti circa 10 minuti l’uno dall’altro) montati in continuità e, presumibilmente, di persone diverse.

Pubblichiamo di seguito la nota ricevuta dal legale di Nino Naso, avvocato Dario Riccioli

Ho ricevuto incarico dal dott. Antonino Naso, candidato alla carica di Primo Cittadino della città di Paternò, di verificare se nella diffusione dei video comparsi nei giorni scorsi, anche sui social network, possano individuarsi ipotesi di reato e di chiedere la punizione degli autori nei termini di legge. Sono stati già segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania i chiari ed intenzionali comportamenti allusivi a condotte illecite presuntivamente compiute dal dott. Naso e contenuti nei commenti al video pubblicato sui social network. Si rappresenta che la mera visione del video integrale rende palese la totale insussistenza di ipotesi di reato a carico del dott. Naso.

Sarebbe stato un comportamento maggiormente accorto, prima di “urlare” al delitto, guardare il video reale in forma integrale e leggere la norma penale che descrive, tassativamente, le condotte di reato. Il dott. Naso auspica che la segnalazione agli Organi Inquirenti dei tentativi di inquinare il risultato elettorale possa contribuire a rasserenare il clima politico, avvelenato dagli evidenti nervosismi di chi si oppone alla Sua candidatura, e portare i cittadini di Paternò a formulare un giudizio scevro da condizionamenti. Ricordo che il diritto di cronaca e di critica (anche politica) è riconosciuto quale espressione del diritto alla libertà di manifestazione del pensiero soltanto quando i giudizi riportati rispettino i limiti della verità, della continenza e della rilevanza pubblica.

La particolare lesività del falso video è, ancora, più evidente laddove si consideri che la sua diffusione ha alimentato gli aspri commenti dei cittadini ignari della verità. Pertanto, l’atto di denunzia è stato esteso all’editore e al direttore responsabile della testata giornalistica che ha divulgato il falso video. Quest’ultimo, costituendo corpo del reato, sarà oggetto dell’indagine della Procura territorialmente competente e, pertanto, il suo contenuto non può essere diffuso.
Tanto si doveva al fine di informare gli Organi di stampa in merito agli esposti penali già presentati.

Avv. Dario Riccioli

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