La Biblioteca comunale “G. B. Nicolosi” riceve l’autore, Luciano Fontana, che è pure il direttore del “Corriere della sera”

Niente di più attuale e tempestivo come un libro che racconti o provi ad interpretare la crisi politica che attanaglia l’Italia. È “Un paese senza leader” edito da Longanesi, il cui autore è il direttore del Corriere della sera, Luciano Fontana. Quest’importante testo è stato presentato sabato mattina, nella sala conferenze della Biblioteca comunale “G.B. Nicolosi” di Paternò. L’evento culturale voluto ed organizzato dalla Pro Loco cittadina, presieduta da Salvina Sambataro, ha avuto il patrocinio del comune di Paternò, dall’assessorato alla Cultura guidato dal primo cittadino Nino Naso e dell’assessorato al Turismo guidato dall’assessore Angelo Calenduccia, entrambi hanno presenziato all’evento.
Ha dialogato con l’autore e coordinato il dibattito il giornalista Salvo Fallica. Erano presenti, tra gli altri, gruppi di studenti del Liceo linguistico e delle Scienze umane “Francesco De Sanctis” e del Liceo classico “Mario Rapisardi”, che hanno posto delle domande all’autore. Passi del libro sono stati letti dalle ragazze della Pro Loco, che con il loro impegno assicurano la prosecuzione delle attività di alternanza scuola-lavoro.

Luciano Fontana con lucida obiettività si sofferma nel suo testo, coadiuvato dalle vignette di Giannelli, sulla politica italiana odierna, sulla crisi che è emersa da qualche tempo ormai e, sulle conseguenze di questa crisi. Ci sono gli errori della sinistra e la scissione del PD; la caduta e la rinascita di Berlusconi; l’evolversi verso il nazionalismo della Lega Nord; il nuovo, affermatosi con il web del M5Stelle; insomma nelle pagine di “Un paese senza leader” si trovano le incoerenze e le debolezze di un paese ostaggio di una stasi, indotta probabilmente, solo in parte, dall’inettitudine o da una logica astrusa.
In “Un paese senza leader” dove quel senza ha una valenza di privazione pressoché paradossale, cosa è lecito aspettarsi? Quali prospettive? Il direttore Fontana ha fornito la seguente risposta: «Una nazione così ha enormi problemi a progettare il proprio futuro. È un paese che ha utilizzato molto male questi ultimi venticinque anni: con una politica che non è riuscita a dare risposte, leader spesso innalzati e rapidamente caduti e soprattutto una situazione post-elettorale con partiti fragili con una prospettiva che ancora non riusciamo a capire».

Lo studio di Fontana restituisce, grazie anche ad uno sguardo preciso alla storia contemporanea, al richiamo di fatti cruciali degli ultimi 5 lustri, un quadro più chiaro della complessa situazione corrente della Penisola. La conoscenza dei protagonisti, della scena politica di quest’ultimo quarto di secolo, agevola la comprensione di alcune scelte e la natura di alcune circostanze.
Un sentimento ambivalente rispetto alla politica, sembra dominare il cittadino medio italiano: «Partecipazione da un lato ma di rigetto dall’altro. Le ultime – con queste parole Fontana spiega la disaffezione politica – elezioni sono state combattute e vinte dalla contrapposizione del popolo, i cittadini e l’élite, la casta. C’è un senso di esclusione che va recuperato, perché i vecchi partiti non lo hanno saputo interpretare».
In conclusione le cause dell’attuale situazione di impasse governativa- come ha spiegato ad Yvii24- sono prevalentemente di natura politica e istituzionale.
«In questo momento ci sono problemi strutturali, ci sono partiti che dopo la crisi della Prima Repubblica sono stati molto fragili, in concreti, senza una chiara visione, un progetto comune. Ci sono regole istituzionali e una legge elettorale che non favorisce, certamente quello che è un punto fondamentale: che il cittadino andando a votare possa essere rappresentato e possa scegliere un governo stabile, quindi ci sono problemi politici e anche istituzionali che hanno portato a questa situazione».

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