L’ex primo cittadino critica Naso quando afferma «vengono fatte cose dopo anni in cui non c’è stato niente»

Intervento dell’ex sindaco di Paternò, Mauro Mangano, per Yvii24, sull’ennesimo raid teppistico ai danni di un bene della città: il Palazzetto dello Sport, già preso di mira un anno fa, quando il primo cittadino era, per l’appunto, Mangano. L’ex primo cittadino critica la dichiarazione di oggi del sindaco Nino Naso. Di seguito l’intervento.

L’ennesimo atto di devastazione di un bene pubblico richiama la necessità della battaglia quotidiana per l’affermazione del senso di comunità contro la sottocultura mafiosa che questi gesti manifestano. È indispensabile che tutti noi cittadini ci assumiamo la responsabilità di rendere Paternò una città normale, in cui gli spazi pubblici siano considerati un bene realmente, da tutti, e rispettati e curati da ognuno.
L’intensificarsi in queste settimane di atti di violenza ci impone ad intensificare l’azione educativa, in ogni forma, ad aumentare l’impegno civico di singoli e associazioni, a rafforzare il sentimento collettivo.

Non è certamente con le polemiche che si combattono i vandali. Ma proprio per questo stona la dichiarazione dell’amministrazione quando afferma  che adesso vengono fatte cose “dopo anni in cui non c’è stato niente”. Si dimostra così che lo spirito del dibattito pubblico in questa città non riesce a sollevarsi dal clichet dell’accusa e del narcisismo.
L’azione dei criminali cui abbiamo assistito indigna e basta, in nessun modo può dipendere dalle azioni amministrative, naturalmente, ma dovrebbe farci fare delle riflessioni per individuare soluzioni, magari condivise.

Negli anni scorsi abbiamo provato, mentre aumentavamo le misure di controllo, con la video sorveglianza nella maggior parte delle scuole e negli edifici pubblici, oltre che in zone importanti come quella delle Salinelle, a fare anche, contemporaneamente, un’azione sociale.
L’utilizzo di tutti i locali comunali come sedi di associazioni, l’adozione da parte dei quartieri di spazi pubblici, la corresponsabilità tra cittadini attivi e istituzioni, erano una strada che a mio avviso ha già dato alcuni risultati.

Si deve continuare. Il servizio civico, con cittadini meno abbienti che ricevevano un contributo economico a fronte della cura di alcuni spazi verdi o piazze, era una risposta al disagio economico e insieme un segno di corresponsabilità sociale.
La lotta deve continuare, mettendo insieme tutte le forze sane. Ma se perfino la collaborazione “civica”dell’associazionismo utilizza le  insegne degli slogan della campagna elettorale, o l’assessorato ai servizi sociali, invece di rilanciare le esperienze positive degli anni scorsi, viene addirittura lasciato senza rappresentante, i rischi di un indebolimento del senso di comunità aumentano.

Mauro Mangano
già sindaco di Paternò

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