Il nipote Gabriele: «Almeno sei opere complete ed il progetto “Gli Ebrei in Sicilia” che potrebbe essere pubblicato»

A circa diciotto mesi dalla scomparsa dello storico paternese Vincenzo Fallica, la cui ricerca – per qualità e orizzonte – ha superato di molto i confini della sua città, sono state ritrovate numerose opere inedite che sono al vaglio del nipote Gabriele e dello studioso catanese Antonio Luca Cuddè (specializzato in Lettere Classiche e Storia Antica, molto apprezzato dallo stesso prof. Fallica). Al momento si sta valutando l’intero corpus di scritti e la sua pubblicabilità. Gli scritti erano conservati nell’hard disk del computer del compianto intellettuale scomparso nel dicembre del 2017. Essendo, il dispositivo, protetto da password è stato necessario un lungo e delicato lavoro informatico per sbloccare l’archivio. Ciò anche per evitare di danneggiarne il contenuto.

«Il prof. Vincenzo Fallica, per me era lo zio Enzo – afferma Gabriele Fallica – mi parlava sempre dei suoi progetti editoriali e delle giornate che trascorreva presso gli Archivi Storici di Stato. Ho chiesto ai familiari di potermi interessare del computer dello zio e fra i documenti ne ho trovato uno su Bianca di Navarra (una dichiarazione di guerra contro una cittadina dell’ennese), meno di dieci righe che contengono tanta storia della Sicilia». Chiude Fallica: «Ci sono almeno sei opere complete tra cui il suo unico romanzo e un progetto che si intitola “Gli Ebrei in Sicilia” che potrebbe essere pubblicato».

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