Episodio di altissima inciviltà: colpita al cuore la collina già imbrattata dalle bombolette dei graffitari

Sfregio dall’altissimo valore simbolico negli scorsi giorni (non è stato stabilito con esattezza quando) ai danni di uno dei monumenti che incarnano la storia di Paternò e attorno cui si riconosce l’intera comunità: la chiesa madre Santa Maria dell’Alto. Teppisti, per adesso ancora anonimi, hanno fracassato con una grossa roccia lavica due gradini in pietra calcarea della parte finale della scalinata monumentale della chiesa, fondata nel 1090 da Ruggero I il Gran Conte, (la scalinata è del ‘700). L’ “arma” utilizzata in quello che è un vero e proprio delitto, una robusta pietra lavica, è stata ritrovata a pochi metri con alcuni frammenti di calcare ancora attaccati e provenienti dagli scalini. La porzione di “pedata” rotta è stata recuperata per la ricollocazione.

Dell’accaduto, SiciliAntica di Paternò ha informato l’amministrazione comunale e la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania. Il Comune di Paternò e SiciliAntica hanno chiesto all’impresa che sta eseguendo i lavori di riqualificazione del campanile del Santuario della Consolazione il ripristino dei gradini danneggiati, anche se si attende il via libera della sovrintendenza. Non è il solo episodio di vandalismo ai danni dei beni monumentali della collina storica: i muri della scalinata, del castello normanno e di altri monumenti vengono ripetutamente imbrattati di scritte e disegni creati dai graffitari con le bombolette spray.

Mimmo Chisari, presidente di SiciliAntica Paternò

E sul gravissimo atto ai danni della matrice, il presidente SiciliAntica di Paternò, Mimmo Chisari, ha rilasciato a Yvii24 la seguente dichiarazione: «Il recente atto di teppismo ai danni dei gradini della scalinata della matrice di Paternò è un grave atto da condannare in quanto sottolinea la mancanza di rispetto perfino nei confronti del Sacro. Un rispetto che in altri luoghi della Sicilia, invece, avviene. Leggevo che alcune zone di Palermo vengono preservate da un possibile degrado proprio per la presenza di un piccolo simbolo di sacralità come un’edicola votiva. Comunque a tal riguardo SiciliAntica di Paternò assieme al comune, che già ha contattato una ditta per la relativa riparazione, si è premurata di avvertire la Soprintendenza ai Beni culturali ed ambientali di Catania. Inoltre ha stabilito di voler presenziare ai lavori di ristrutturazione dando un suo contributo di volontariato per l’eventuale pulizia del sito che, come ha appurato Giuseppe Barbagiovanni, responsabile giovani SiciliAntica regionale, si trova in condizioni non adeguatamente consone a un monumento storico poiché invaso da resti di vetri, cartoni, e sporcizie varie».

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