I genitori dovranno produrre anche un’autocertificazione attestante la volontà di vaccinare i figli

L’idea, diffusasi negli ultimi anni, dell’inutilità dei vaccini, se non addirittura della loro pericolosità, ha prodotto il risultato di avere, ad oggi, molti bambini non vaccinati. Con le nuove disposizioni ministeriali, dei due ministeri Salute e Istruzione, per l’accesso a scuola adesso è diventato fondamentale avere almeno eseguito una serie di vaccinazioni. Il risultato è la ressa in questi giorni, in vista dell’approssimarsi dell’inizio dell’anno scolastico, di molti genitori e bambini negli ambulatori vaccinali delle aziende sanitarie.
Anche l’ambulatorio dell’Asp 3 di Paternò, di via Massa Carrara, in questi giorni è affollato da piccoli in età scolare che vogliono recuperare le somministrazioni mancate o mai eseguite. Già all’ingresso dell’ambulatorio, per evitare file inutili, è ben specificato come poter prenotare le vaccinazioni. Occorre rivolgersi all’Ufficio segreteria dell’unità operativa d’Igiene pubblica al 2° piano, stanza 205. Una volta fatta la prenotazione, l’interessato verrà avvisato telefonicamente o via mail del giorno stabilito per la vaccinazione, è inutile andare prima, la prenotazione, serve ad evitare disagi e sovraffollamento, come specificano gli operatori sanitari dell’ambulatorio.

L’iscrizione e il conseguente ingresso a scuola è possibile da parte del bambino non vaccinato con la presentazione di un’autocertificazione attestante la volontà di vaccinare e la prenotazione nell’Asp di competenza. Sono esentati dalle vaccinazioni solo bambini immunizzati a seguito di una malattia naturale o coloro che presentano condizioni cliniche tali da controindicare il vaccino. Queste condizioni vanno documentate.
La stretta sui vaccini si è resa necessaria dopo che le varie campagne di sensibilizzazione sull’importanza dei vaccini non hanno sortito l’effetto desiderato, e in conseguenza soprattutto delle epidemie di morbillo e in qualche caso rosolia, aumentati negli anni recenti anche in Italia, uno degli ultimi casi, solo a metà luglio scorso, il decesso di una bambina positiva per il morbillo.

Dunque, per arginare un fenomeno che stava diventando davvero ingovernabile con conseguenze infauste per l’igiene pubblica, la preclusione a scuola per i non vaccinati è sembrata la soluzione migliore per rivedere la prospettiva di vaccinare o meno i bambini. Certo la possibilità della scelta, esercitata da parecchi, viene a cadere, ma se la scelta di non vaccinare un bambino può ledere altri, come documentato da diversi fatti di cronaca, probabilmente va rivisto il concetto di scelta in questi casi.
Le vaccinazioni rispetto alla legge n. 119 del 31 luglio 2017 per i minori di età compresa tra lo 0 e i sedici anni sono le seguenti: antipoliomelitica; antidfterica; antitetanica; antiepatite B; antipertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; antimorbillo; antirosolia; antiparotite e antivaricella. Fuori dall’obbligo, tuttavia consigliati, rimangono altre vaccinazioni importanti in età pediatrica: anti-pneumococcica; antimeningococcica C; antimeningococcica B; anti-rotavirus e anti- HPV.

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