Lettera della Commissione socio-pastorale che richiama il messaggio dell’arcivescovo Gristina a Paternò: «Voi Restate in Città»

Lettera aperta alla città di Paternò, della Commissione socio-pastorale del XII Vicariato di Paternò e Ragalna, sulla ripartenza post emergenza covid-19. Pubblichiamo la nota integralmente di seguito.

La Commissione socio pastorale del XII Vicariato di Paternò e Ragalna, nell’attuale emergenza sanitaria che ha come ineludibile conseguenza l’insorgere di una emergenza economica e sociale diffusa, vuole ripartire dal messaggio che l’Arcivescovo di Catania S.E. Monsignor Salvatore Gristina ha inviato alla città in occasione della Pasqua 2019, “Voi Restate in Città”. Un documento rivolto alla Città di Catania sull’orlo del default economico, con le gravi conseguenze civili e morali che esso avrebbe comportato, ma oggi attuale per ogni città, dove l’emergenza sanitaria ha messo in risalto il grave rischio che incombe su una comunità frantumata e non solidale.

Un appello forte per “per costruire un patto di corresponsabilità fra cittadini, forze sociali, amministratori, politici, tecnici e professionisti per trasformare le nostra Città in un grande luogo di condivisione e fraternità solidale”. Solidarietà e sussidiarietà sono i pilastri sui quali costruire questo patto. E citando le parole che S. Giovanni Paolo II pronunciò durante la sua visita a Catania si ribadisce che “Nessuno può esimersi dalla responsabilità di partecipare fornendo il proprio contributo di idee e di proposte sui temi di maggiore rilevanza politico-amministrativa.

Questo grido che invita tutta la città a “restare, rialzarsi e ricostruire” appare drammaticamente attuale nell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo nella realtà paternese.  Da un lato abbiamo potuto costatare un fiorire di gesti di solidarietà che a Paternò hanno permesso di raggiungere tanti cittadini, dall’altro una percezione di un agire in ordine sparso con interventi tutti meritevoli di apprezzamento, ma che in una prospettiva di una azione duratura e più incisiva richiede una maggiore corresponsabilità di tutti coloro che si trovano ad operare per il bene comune, di tutte le forze sociali e le istituzioni, “perché tutti siano veramente responsabili di tutti”, con una gestione dell’azione solidale più efficiente e trasparente, mettendo da parte protagonismi, personalismi e corporativismi.

La cosiddetta fase due, appena cominciata, sembra essere ancora più difficile per la nostra città. Il bisogno più immediato e non di breve durata, è quello di venire incontro alle famiglie prive di beni alimentari e di prima necessità, famiglie presenti in numero crescente nella città. Questo ci impone con forza di superare il nostro miope individualismo e di essere generosi e costanti nella solidarietà. La riapertura graduale degli esercizi commerciali va ripensata e guidata, sia per il settore artigianale che commerciale, non trascurando la riallocazione dei mercati rionali per ottemperare le esigenze di sicurezza e la facilità di accesso.

Così pure la gestione dei parchi cittadini inibiti a tutti, anche a disabili o bambini autistici, ha penalizzato soprattutto i più deboli e gli ultimi, che soffrono ancora maggiormente gli effetti della prolungata quarantena.  Gli operatori economici, anch’essi protagonisti per l’auspicata rinascita, vanno supportati con tutti i mezzi possibili, in termini di agevolazioni fiscali e logistiche, magari consentendo loro di usufruire del suolo comunale, per attuare le norme previste per la prevenzione della diffusione di questa devastante epidemia.

Non possiamo tuttavia fare a meno di richiamare il messaggio “l’Emergenza del sommerso” che, in occasione del 1° maggio 2020, ha inviato l’Ufficio Regionale per i problemi sociali e del lavoro della Conferenza Episcopale siciliana. Si legge: “Occorre che il nostro essere seminatori di speranza si leghi all’essere educatori della speranza, insegnando e testimoniando che la legalità è una delle vie principali da percorrere per trovare e abbracciare la speranza”. 

Pertanto quanti impiegano lavoratori, nei più svariati settori, dismettano definitivamente la pratica molto diffusa di false retribuzioni formali a reali prestazioni sostanzialmente sfruttate o l’utilizzo in nero di lavoratori sottopagati.  La Commissione socio pastorale si mette al servizio della città per operare proprio in questa direzione, per favorire l’incontro e il confronto tra tutti i soggetti coinvolti perché insieme possiamo fare rinascere questa nostra amata città.

Paternò 19/05/2020

La Commissione Socio Pastorale del XII Vicariato  di Paternò e Ragalna

Print Friendly, PDF & Email
Hashtags #coronavirus #covid 19 #fase 2 #Paternò #Ultime notizie #xii vicariato paternò ragalna