Yvii24 intervista il dirigente del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale di Catania, Antonio De Marco, che spiega come la gestione negata dal Consiglio comunale sia un autogol

Si continua a discutere, a Biancavilla, sulla bocciatura dello schema di convenzione ventennale per l’affidamento in gestione al Dipartimento regionale Sviluppo rurale e territoriale, della Pineta comunale di Piano Mirio.
Un dibattito per molti versi strumentale e dominato, più che dell’interesse generale, dell’interesse politico di parte. L’opposizione, dalla sua, ha perso di vista i benefici che potevano ricadere sul bene comune dando in gestione a costo zero al Dipartimento un bene che il comune, obiettivamente, non può gestire; insomma uno sgambetto che non fa cadere solo Glorioso e che alla fine, se il centrodestra andasse al governo, potrebbe addirittura trasformarsi in un boomerang. Una opposizione che ingloba al suo interno una parte di maggioranza, o ex, come il Gruppo Misto, che ha il solo obiettivo di sparare a palle incatenate contro quel sindaco “reo” di aver imbarcato un assessore proveniente dall’opposizione, “estraneo” al patto elettorale la cui nomina ha ridotto di fatto le poltrone disponibili.

 

Dall’altro c’è un sindaco che scopre all’improvviso che il territorio di Biancavilla ha pure una pineta, quella stessa pineta che ha praticamente abbandonato a se stessa. lasciata in balìa dei vandali che hanno ridotto a un cumulo di macerie la Casermetta di Piano Mirio, già costata un bel po’ di denaro pubblico per una precedente ristrutturazione e che adesso – dopo una seconda ristrutturazione – attende di essere gestita per non fare la stessa fine. Un’amministrazione incapace di gestire in proprio o di affidare l’immobile di Piano Mirio ad un soggetto terzo, e incapace di trarre i benefici, in termini di sviluppo, da quell’area del proprio territorio che ricade all’interno di un sito Unesco. E dire che ci sono esempi di comuni che proprio dai beni Unesco traggono ossigeno per la propria economia.

Davanti a questo scenario desolante, resta basito il dirigente del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale di Catania, Antonio De Marco, che abbiamo intervistato, e che spiega a Yvii24 come la gestione negata dal Consiglio comunale vada «controcorrente rispetto a tutti i comuni che, di contro, chiedono al Dipartimento l’aiuto per gestire i beni demaniali». De Marco , sottolineando che – comunque – nulla è ancora perduto, aggiunge che nella gestione, «nessuno potrà curare il bosco a costo zero e con la stessa competenza del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale».

L’intervista integrale ad Antonio De Marco

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