Presentata ieri a Paternò “Cavalcando le nuvole… Frammenti di eventi culturali a Paternò”, l’ultima fatica letteraria dell’ “avvocato”

Una lunga cavalcata su un sentiero fatto di eventi, di artisti, di scrittori, di personaggi che hanno illuminato il percorso della cultura a Paternò, attraversando decenni ricchi di vette altissime, ma intervallati da baratri in cui la cultura, ma soprattutto l’animo umano, sono sprofondati.
È questo “Cavalcando le nuvole … Frammenti di eventi culturali a Paternò” (Convivio Editore), l’ultima fatica letteraria dell’instancabile Pippo Virgillito – a Paternò “l’avvocato –, mecenate della cultura (definirlo cultore di storia locale sarebbe riduttivo, definirlo “storico, susciterebbe la sua, giusta, e cortese, rimostranza), che si scusa se, ahimè, non può regalare il suo libro, anche se lo farebbe volentieri se potesse, perché diffondere il suo verbo, il verbo della cultura, non ha prezzo.

L’opera è stata presentata ieri nella sala conferenze della Biblioteca comunale “G. B. Nicolosi” di Paternò, insieme agli amici di sempre: Mimmo Chisari (presidente di SiciliAntica Paternò) il maestro ceramista Barbaro Messina, il giornalista Salvo Fallica, il docente (non paternese) Rocco Giudice. A condurre l’incontro la giornalista Agnese Virgillito, moderatrice, ma soprattutto figlia che, insieme alla sorella Daniela, assiste un riluttante, e indisciplinato, padre nel mondo delle nuove tecnologie, per il quale le uniche invenzioni ammesse sono il taccuino e la penna, meglio se stilografica, bella da mostrare, compagni di vita e di viaggio lungo le polverose strade dell’archeologia siciliana, insieme a un manipolo di amici e vecchi compagni di scuola con i quali non ha mai interrotto la frequentazione.

E poi la macchina da scrivere che, con il suo ticchettio, ha dato suono alla scrittura di Pippo Virgillito, che scorre via sotto gli occhi ingordi assetati di sapere, non prolissa, come dice Agnese, ma bella da leggere ed assaporare pagina dopo pagina.
Considerare “Cavalcando le nuvole… Frammenti di eventi culturali a Paternò” una operazione – fellinianamente – amarcord, sarebbe riduttivo, oltre che sbagliato,  perché,  come ha detto Mimmo Chisari, «gli eventi inseriti andrebbero smarriti se lui non li avesse ricordati».
Insomma, Pippo Virgillito riprende dall’oblio della memoria, per chi li ha vissuti, e racconta, a chi, distratto, non c’era, o non c’era ancora, quegli eventi culturali, quei personaggi, quegli artisti che hanno illuminato il percorso lungo cui, con la sua stilografica, il suo destriero, ha annotato ogni evento, ogni personaggio, ogni artista, utilizzando il taccuino che non verrà mai cancellato da un baco informatico e che, adesso, è consegnato alla memoria collettiva.

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Un ringraziamento a Pippo Virgillito per gli anni spesi per la cultura a Paternò è stato rivolto dal sindaco Nino Naso, mentre Mimmo Chisari, ricordando il rapporto privilegiato che lo lega all’autore, ha detto che il libro è «narrativa, interesse storico, interesse antropologico, fondamentale contributo per avvicinarsi alla cultura di Paternò e ai suoi protagonisti: Pietro Vitellino, Michelangelo Virgillito, D’Inessa, Barbaro Messina, solo per citarne qualcuno. In un momento in cui anche la cultura è mercificata, che il tuo esempio – ha aggiunto rivolto a Pippo Virgillito – sia seguito dalle nuove generazioni e che lo ottengano con l’ars e con l’ingegno».
Salvo Fallica ha ricordato che l’avvocato (che definisce “militante della cultura”) ha ridato dignità a Sferro valorizzando la presenza di Salvatore Quasimodo nella piccola frazione rurale paternese, dove il padre era capostazione. «Un luogo che con la biblioteca promossa da Pippo Virgillito, diventa un luogo culturale nazionale» – ha aggiunto il giornalista –.

Rocco Giudice, parlando dell’autore ha sottolineato: «Sembra vibrare insieme ai tanti studiosi, artisti ed intellettuali che ricorda, cercando di dare risposte sul proprio vivere in questa terra». E Barbaro Messina: «È riuscito a raccontare la Paternò vera che lavorava e che proiettava una città viva al di fuori».
Poi, il maestro ceramista ha parlato dei momenti bui nella storia della città, che ha ritrovato nel libro di Virgillito: «Nel capitolo “Sulla collina ho impiccato i vandali della città” – ha detto Messina – ho ritrovato uno dei periodi neri della nostra storia, ed in particolare il presepe incenerito sulla Scalinata settecentesca. La nostra città ha avuto momenti di splendore e momenti di caduta. Un capitolo che non sono riuscito a rileggere perché mi ha ricordato fatti dolorosi».
«Il libro è “scripta manent”, se le cose non le scrivi si disperdono e si dimenticano, soprattutto in questa città – ha commentato Agnese Virgillito –. Come uno scrigno, questo libro custodisce la cultura, e pazienza se l’autore non ha la dote della sintesi».

Infine lui, l’avvocato, emozionato che si emoziona ancor di più ricordando i tanti amici che non ci sono più e che «hanno raggiunto l’aurora di Dio», a cominciare da Vincenzo Fallica, andato via nei giorni scorsi: «Il libro è diviso in quattro parti: recensione o mia presentazione di libri a Paternò, Catania, Adrano, Biancavilla; c’era una volta a Paternò, quel che non c’è più e che racconto ai giovani; eventi culturali, manifestazioni e visite guidate; gli uomini che non ci sono più».
Un libro che racconta una, cento, mille storie di Paternò e della Sicilia, un libro che rimane aperto al contributo che verrà. È la fine di un periodo che coincide con l’inizio  di un nuovo periodo, un’opera che, da adesso in poi, dovrà essere scritta e che vede Pippo Virgillito già pronto per una nuova galoppata lungo il sentiero della cultura, cavaliere indomito in cerca di nuovi cavalieri a cui regalare la sua bella stilografica.

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