«Distorta politica di internazionalizzazione che ha penalizzato 2000 lavoratori a livello nazionale di cui 60 a Catania»

Sulla protesta da parte dei cittadini di Belpasso causata dalla mancata erogazione del servizio da Parte di Poste Italiane, intervengono la segretaria alla Organizzazione  della Slc Cgil di Catania, Lucia Torrisi e il responsabile al Dipartimento ai Recapiti Privati, Antonino Gelardi. Dal 2014, anno del licenziamento dei lavoratori utilizzati in appalto per il servizio della consegna delle raccomandate, i disagi e i disservizi si sono susseguiti fino alla esasperazione degli utenti.
A partire da allora lavoratori utilizzati in appalto per questo servizio da parte di Poste, sono stati licenziati a causa di una distorta politica di internazionalizzazione che ha penalizzato da un lato ben 2000 lavoratori a livello nazionale (di cui 60 a Catania, dipendenti ex Palma S.r.l.) escludendoli dal giro produttivo, e dall’altro gli stessi utenti ai quali non è stato più possibile garantire la qualità del servizio di recapito.

Per Gelardi e Torrisi, «fa veramente rabbia apprendere di questi disagi agli utenti, sapendo che c’è invece chi, per oltre 15 anni, ha diligentemente svolto questo servizio per conto di Poste Italiane. Lavoratori che, da quasi 36 mesi, sono stati costretti ad entrare in uno stato di disagio sociale ed economico, aggravato dal fatto che gli ammortizzatori sociali sono in via di esaurimento, mentre la più grande azienda di recapito italiana, perde credibilità, qualità e consensi. Invitiamo tutti i parlamentari siciliani, regionali e nazionali, ad intervenire a sostegno del servizio pubblico universale che dovrebbe erogare Poste Italiane, e di tutti i lavoratori di Poste e degli appalti, al fine di scongiurare  queste politiche scellerate, che hanno permesso il licenziamento di centinaia di lavoratori nel nostro territorio».

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