Controreplica dell’avvocato Andrea Ingiulla, all’assessore all’urbanistica Mario Amato: «Impiegare quasi un ventennio per revisionare uno strumento urbanistico rappresenta la patologia e non la normalità»

Sul Piano regolatore generale di Biancavilla, risposta dell’avvocato Andrea Ingiulla, già consigliere ed amministratore comunale, all’assessore al ramo Mario Amato che aveva replicato a una precedente nota di Ingiulla. La trasmettiamo integralmente.

La prima lettera di Ingiulla
La risposta di Amato

Premesso che non intendo in alcun modo entrare in polemica personale con l’assessore Mario Amato, nei cui confronti provo simpatia e rispetto, mi corre l’obbligo però di fare alcune considerazioni. La prima è che, a volte, sembra che l’attuale amministrazione comunale sia affetta dalla cd. “sindrome da accerchiamento”. Ed invero, ogni qualvolta si pone all’attenzione della collettività una problematica di carattere generale, l’amministrazione risponde in modo stizzito e polemico, quasi fosse infastidita dal fatto che qualcuno evidenzi i problemi, che pure esistono nella nostra città.

Vede, caro assessore, Lei non deve tranquillizzare me, ma le migliaia di cittadini biancavillesi che vedono mortificati i loro diritti per colpa dell’inefficienza della pubblica amministrazione. Lei deve tranquillizzare le giovani coppie biancavillesi che vorrebbero convolare a nozze, ma che non possono edificare la propria casa perché ciò è impedito loro dalle “norme di salvaguardia” in vigore dal 2017. Lei deve tranquillizzare il buon padre di famiglia biancavillese che, non avendo voluto costruire abusivamente come tanti altri, si ritrova ad avere un terreno soggetto a vincoli di inedificabilità dal 1993 (cioè da 26 anni) senza avere ottenuto nemmeno un minimo indennizzo da parte del Comune di Biancavilla, che di fatto ha svuotato il suo diritto di proprietà, mortificando i sacrifici di una vita.

La politica deve dare risposte a queste persone, ai cittadini biancavillesi che poi sono quelli che eleggono gli amministratori comunali, a prescindere dalle appartenenze politiche, non certamente mostrarsi infastidita se qualcuno evidenzia qualche problematica a cui gli amministratori devono fornire risposta.
Fatta questa considerazione preliminare, mi ha destato forte perplessità sentire dire da parte dell’assessore che la procedura di revisione del PRG sta seguendo il normale iter burocratico previsto dalla legge. Mi chiedo come si faccia a definire normale una procedura che ha preso avvio nel 2003 e che ancora oggi, a distanza di oltre sedici anni, non si è ancora conclusa.

Vede, caro assessore, impiegare quasi un ventennio per revisionare uno strumento urbanistico, i cui vincoli sono destinati a durare solo cinque anni, rappresenta la patologia e non la normalità di quanto previsto dalla legge. Non è importante stabilire di chi sia la colpa di tale inaccettabile ritardo, se dei progettisti, del comune o della regione, e nemmeno cosa abbia fatto lei da quando ricopre la carica di assessore. E’ banale anche rimbalzare le responsabilità da una parte politica all’altra, perché non serve al bene comune. Ai cittadini non bisogna fornire scuse e/o indicare capri espiatori, perché quello che conta è che, a causa dell’inefficienza della pubblica amministrazione, un’intera comunità si ritrova da circa venti anni ad essere paralizzata e privata di qualsiasi possibilità di sviluppo.

Da ultimo, se mi permette, vorrei darle un suggerimento di natura tecnica. La legge da lei invocata (art.4 della l.r.71/78) prevede che, una volta ricevuti gli atti allegati alla delibera di adozione del PRG, l’assessorato regionale è tenuto di norma ad adottare le proprie determinazioni entro il termine di 180 giorni. A tal fine, l’assessorato porta a conoscenza del comune interessato le proprie determinazioni in ordine al piano, alle osservazioni ed opposizioni presentate dai privati; il comune è quindi tenuto ad adottare le proprie controdeduzioni entro il termine perentorio di 30 giorni dalla data di ricezione delle determinazioni assessoriali.

L’assessorato regionale, entro i successivi 30 giorni, emanerà il decreto di approvazione, introducendo d’ufficio le modifiche ritenute necessarie; in caso di inerzia del comune a presentare le proprie controdeduzioni, l’assessorato procederà comunque all’emanazione del decreto di approvazione, intendendo per accettate tutte le modifiche dallo stesso proposte. L’assessorato deve comunque adottare le proprie determinazioni entro il termine massimo di 270 giorni, decorso il quale il piano si intende approvato con un provvedimento tacito (art.19 l.r.71/78; art.6 l.r.9/93).

Caro assessore, verifichi con gli uffici comunali se i suddetti termini siano stati rispettati; vada a Palermo presso l’assessorato regionale a pretendere il rispetto della legge e dell’intera comunità biancavillese. Faccia come fecero i coraggiosi amministratori comunali del 1993, i quali, di fronte all’inerzia ed al ritardo degli uffici regionali, si recarono a Palermo e portarono con le proprie mani il PRG finalmente approvato.

Infine, mi pregio di invitarla all’incontro pubblico che si terrà domenica 24 novembre 2019, alle ore 17.30, presso la sala conferenze del ristorante “Casale dei Greci” di Biancavilla, ove discuteremo, insieme ai tecnici ed alla città, della situazione del PRG e del futuro sviluppo della nostra città.
Sono sicuro che non vorrà mancare all’incontro e che vorrà fornirci il suo prezioso contributo.

Andrea Ingiulla

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