I seicento lavoratori del call center paternese attraversano il capoluogo. Poi sit-in davanti Palazzo Esa. Una delegazione ricevuta da Giuseppe Caudo dello staff di Crocetta

Con lo striscione “Siamo tutti Qè” ed in bella vista l’hashtag diventato virale #IOSONOQÈ, ad aprire il corteo, sono scesi in piazza oggi a Catania i lavoratori del call center paternese sotto procedura fallimentare, che rischiano di veder sparire il proprio posto di lavoro sotto i sei milioni e mezzo di debiti accumulati dalla società. Accanto ai 585 lavoratori stamattina c’erano i vertici di di Slc-Cgil e Fistel-Cisl con in testa i loro segretari provinciali, rispettivamente Davide Foti e Antonio D’Amico, i sindaci di Paternò Mauro Mangano, e Belpasso Carlo Caputo, l’assessore del Comune di Adrano Pietro Mavica, il Presidente del Consiglio comunale di Biancavilla Vincenzo Cantarella, i deputati nazionali Pd Luisa Albanella e Giovanni Burtone, il senatore Ncd Salvo Torrisi, il deputato regionale Pd Concetta Raia, l’Assessore al welfare del Comune di Catania Angelo Villari, il Segretario provinciale Cgil Giacomo Rota.

 

Il corteo ha preso il via da piazza Roma e, dopo aver attraversato via Etnea, ha raggiunto il Palazzo Esa, sede catanese della Regione. Qui è stato attuato un sit-in, mentre una delegazione, capitanata da Foti e D’Amico, è stata ricevuta da Giuseppe Caudo dell’ufficio di gabinetto del Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, al quale è stata illustrata la vertenza ed è stato chiesto un incontro con un rappresentante del Governo regionale. Chiesta pure la partecipazione della Regione al tavolo Ministeriale (chiesto al Ministero dello Sviluppo economico), con il sostegno ai lavoratori, e un impegno per impedire la redistribuzione in altre sedi nazionali delle varie commesse Qè (Sky, Wind, Enel ed Inps) che non dovranno andare via da Paternò. Caudo ha già ottenuto un incontro con l’Assessore regionale delle Attività produttive, Maria Lo Bello, che si terrà venerdì prossimo 30 settembre.

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I lavoratori Qè ribadiscono la richiesta di far diventare, al pari di altre, la loro una vertenza nazionale per meglio salvaguardare i livelli occupazionali. Mercoledì prossimo alle 16, presso Montecitorio, una delegazione sindacale della Slc Cgil e della Fistel Cisl di Catania verrà ricevuta dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano.
A Yvii24, il Segretario provinciale della Slc, Davide Foti, dichiara: «Siamo, relativamente, soddisfatti per come la vertenza si sta incanalando, la strada intrapresa è quella giusta. Chiediamo con forza che si apra il tavolo di crisi al Ministero dello Sviluppo economico, poi lì vedremo come evolverà. Da parte nostra chiederemo la salvaguardia occupazionale e l’applicazione delle clausole sociali. Una cosa è certa, non accetteremo i licenziamenti».

Il Sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, sulla Qè, ha diramato la seguente nota: «In una terra come la nostra non possono scomparire 600 posti di lavoro in silenzio. Potrebbero scomparire​,​ nel silenzio dei grandi media e della politica che conta​,​ solo se vi fosse una ​buona alternativa​ per garantire i livelli occupazionali ai lavoratori​. Non è tollerabile che nella mente di alcuni questa nostra Sicilia sia solo una terra di consumo, dove venire a prendere quel che serve per poi lasciare un vuoto. Questi posti di lavoro hanno un valore molto più alto che nel resto d’Italia, vista la difficile situazione economica che vive il Sud. ​Dobbiamo affrontare il caso Qè cercando imprenditori disponibili a dare continuità all’attività aziendale. Ma dobbiamo anche pensare al futuro creando, ciascuno per le proprie competenze, meccanismi di stabilità che evitino il ripetersi di situazioni analoghe».

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