In centinaia in piazza oggi a Catania. Il viceprefetto Domenico Fichera riceve una delegazione. Sollecitato l’incontro con i committenti

Centinaia di lavoratori dell’ex call center paternese Qè, sono scesi in piazza stamattina a Catania, in una giornata baciata dal sole, per sollecitare le aziende nazionali che affidarono commesse al fallito centro di chiamata (Inps, Enel, Transcom, Sky e Wind) a partecipare al “tavolo” regionale aperto e sollecitato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il gruppo di lavoro, fortemente voluto dal sindacato e dagli ex dipendenti, fa leva sulla presenza di un imprenditore locale disponibile ad avviare un progetto di lavoro in grado di assorbire gli operatori e mettere a frutto la loro esperienza.

I lavoratori si sono ritrovati in piazza Università insieme ai sindacati (Davide Foti segretario generale Slc-Cgil Catania, Giacomo Rota segretario generale Cgil Catania, Antonio D’Amico segretario della Fistel Cisl di Catania, Cristina Squillaci Fistel Cisl), a diversi politici (Concetta Raia e Luisa Albanella del Pd), all’assessore al Welfare di Catania Angelo Villari in rappresentanza dell’amministrazione cittadina, al sindaco di Paternò Mauro Mangano. Da piazza Università il corteo ha raggiunto la vicina Prefettura dove i rappresentanti sindacali hanno incontrato il viceprefetto Domenico Fichera.
Le segreterie provinciali e le RSU di Slc e Fistel Cisl hanno evidenziato il grave stato di stallo della vertenza e del tavolo regionale nel quale si era ottenuta la disponibilità di un imprenditore locale per un nuovo progetto lavorativo. Ma, di converso, non si è pervenuta la disponibilità delle committenti a restituire  le commesse lavorate da Qè per iniziare un nuovo percorso di recupero occupazionale.

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I sindacati hanno ribadito la necessità di un intervento della Prefettura presso la Procura di Catania,  rispetto ai comportamenti tenuti dall’azienda Qè riguardanti la oramai nota evasione fiscale legata al mancato pagamento di 5 mensilità ai lavoratori, del Tfr e dei contributi previdenziali.
Il vice prefetto ha ribadito la disponibilità a chiamare alla responsabilità sociale le committenze e la Regione, anche al fine di recuperare i 600 lavoratori licenziati a novembre; Fichera ha aggiunto che tutte le segnalazioni vanno inoltrate agli organi giudiziari competenti per fare luce sulla vicenda ed eventuali aspetti illegali.
Al termine dell’incontro è stata messa a verbale la richiesta di accelerare i tempi per la convocazione di un tavolo tecnico al Mise, a cui saranno invitate le committenti.

In un comunicato stampa, dichiarano Davide Foti segretario generale della SLC CGIL Catania e Antonio D’Amico, segretario Fistel Cisl:“Siamo relativamente soddisfatti per l’ennesimo tentativo che la Prefettura di Catania farà in tempi brevi, sia rispetto alle committenti sia rispetto all’aspetto giudiziario.
Continuiamo a pensare che perdere tempo equivalga ad una sepoltura sociale per tutti i lavoratori coinvolti. Alle committenti ribadiamo che non possono fare finta di niente e sopratutto a quelle statali ricordiamo le loro responsabilità sociali non solo per i lavoratori ma per tutto il territorio catanese. Ringraziamo le lavoratrici ed i lavoratori che oggi ancora una volta hanno dato l’ennesima prova di coraggio e partecipazione ad una lotta logorante che dura da più di 8 mesi. La loro forza di volontà  ci spinge  ancora di più a percorrere tutte le strade possibili per ridare dignità alle lavoratrici ed i lavoratori”.

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