Si chiude una delle vicende occupazionali più tormentate degli ultimi anni nel comprensorio etneo

Dopo la consegna delle 233 lettere di licenziamento ai lavoratori a tempo indeterminato del call center paternese Qè, praticamente fallito, in un incontro avvenuto a Palazzo Alessi, sede di rappresentanza del Comune di Paternò, gli ex operatori dell’impresa che aveva sede a Tre Fontane in questi giorni stanno presentando la richiesta di iscrizione alle liste di mobilità presso l’ufficio di collocamento del comune di residenza. Sino a stamattina le domande inoltrate erano un centinaio.
Si chiude, così, una pagina dolorosissima per gli operatori: in totale la vicenda riguarda circa seicento famiglie, le 233 a tempo indeterminato ed i co.co.pro. a progetto (a cui è stata comunicata l’interruzione del rapporto di collaborazione). Necessario scrivere la parola fine sul “libro” Qè per aprire un capitolo nuovo: intanto per ottenere gli ammortizzatori sociali, e poi per disegnare quel che sarà l’impresa del futuro che dovrebbe unire l’esperienza maturata dagli operatori nel call center a nuovi progetti che guardino al futuro. Interessata all’avvio di una nuova società è la “Di Bella Group“.

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