Incontri nel territorio e l’attività svolta dagli agenti per la tutela delle vittime

Anche quest’anno la campagna informativa “Questo non è Amore”, promossa dalla Polizia di Stato contro la violenza di genere, ha previsto alcuni momenti per parlare del delicato problema in difesa della donna e dei più deboli. Questa volta oltre la sosta nella centralissima piazza Duomo il Camper ha sostato all’interno del parco più visitato dai catanesi e non, la Villa Bellini. I poliziotti della Questura di Catania, con la fondamentale presenza dei Medici Specializzati del Coordinamento Sanitario Sicilia e Calabria della Polizia di Stato, i volontari dell’associazione Thamaia e Giuseppe Valenti, padre di Veronica, tragicamente trucidata a coltellate, il 26 ottobre del 2014, dall’ex fidanzato senegalese Gora Mbengue, hanno incontrato, nella giornata di ieri, i cittadini catanesi ai quali è stato indicato il percorso da seguire dove si notino o vivono situazioni pericolose di violenza che si nascondono dietro i sentimenti affettivi.

Nella mattinata di oggi 25 novembre, su richiesta del Dirigente Scolastico dell’istituto Comprensivo Dusmet, del quartiere Librino, sempre i poliziotti della Questura etnea con i volontari dell’associazione Thamaia, Giuseppe Valenti padre di Veronica, e Giovanna Zizzo, la madre di Laura Russo uccisa per mano del padre nel 2014 incontreranno i giovani dell’istituto per portare esperienze e linee guida da seguire nei casi di violenza di genere. Sono questi momenti che servono ad evidenziare la massima attenzione che la Polizia di Stato rivolge a questo fenomeno. Un attenzione che nel quotidiano si svolge all’interno degli uffici ove viene attivata la rete antiviolenza a sostegno delle donne e dei minori che decidono di denunciare.

Un’attività quotidianamente riservata e silenziosa proprio per garantire il rispetto delle sfere personali delle vittime e dei loro familiari e che vede impegnate donne e uomini della Polizia di Stato – Divisione Polizia Anticrimine – Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili che prevede al suo interno delle qualifiche professionali specializzate.
In considerazione dei numerosi fatti di cronaca ai quali assistiamo quasi giornalmente, la violenza di genere si può considerare un allarme sociale. Per violenza di genere si devono considerare le violenze di diversa natura che generalmente l’uomo compie nei riguardi della donna. Anche la donna può essere soggetto di violenza di genere, anche se i casi costituiscono una minima percentuale. È un fenomeno di natura trasversale che occorre saper riconoscere.

Non è tipico di una estrazione sociale, tanto meno di una zona periferica o malfamata della città ed in ambito provinciale occorre ancora lottare contro i pregiudizi (status della donna – ego maschile), le ingerenze dell’entourage familiare e la mancanza di collaborazione con le FF.OO. Con l’entrata in vigore della normativa istitutiva del reato di atti persecutori (D.L. n. 11/2009, convertito in legge n. 38/2009) e di violenza domestica (art. 3 del decreto-legge 14 agosto 2013 n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119), presso questa Divisione Polizia Anticrimine è stato istituito l’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili.
L’Ufficio svolge un’attività di informazione, ascolto e sostegno, rivolta principalmente alle donne vittime di violenza di genere, con particolare attenzione alla loro protezione, soprattutto nella prima fase di pronto intervento, quando la vittima inizia a metabolizzare la propria situazione. Si tratta di una fase molto delicata, durante la quale la vittima ha un comportamento altalenante.

Compito dell’ufficio è anche ricercare, ove necessario, soluzioni per la messa in sicurezza delle vittime di violenza di genere e dei figli minori presso le strutture di accoglienza disponibili sul territorio, nonché curare il collegamento con le risorse, istituzionali e private, presenti sul territorio, che fanno parte della “Rete Antiviolenza Distrettuale”. Dalla data di entrata in vigore della suindicata normativa, l’Ufficio “Minori e Vittime Vulnerabili” ha trattato 1097 pratiche relative alla richiesta di Ammonimento, per i quali sono stati emessi complessivamente nr. 451 ammonimenti. Oltre il 90% delle vittime che hanno richiesto l’ammonimento sono rappresentate da donne coinvolte in una relazione affettiva potenzialmente pericolosa e/o connotata da atti di violenza fisica e/o verbale e/o psicologica e/o economica e/o sessuale.

Il personale dell’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili collabora costantemente con gli operatori di tutte le Forze di Polizia presenti sul territorio, soprattutto nelle fasi preliminari di analisi della domanda della vittima di violenza di genere, al fine di orientarla in un percorso che possa garantirle protezione e tutela. La messa in protezione delle donne e dei minori vittime di violenza assistita prevede soprattutto il colloquio con la persona offesa per una valutazione del rischio ed i contatti con la competente Procura per la condivisione dell’intervento di protezione.

Inoltre, il personale dell’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili è impegnato in una costante attività di monitoraggio del fenomeno della violenza di genere, sia tramite la raccolta dei dati e la compilazione delle statistiche relativamente al fenomeno degli “atti persecutori” e della “violenza domestica”, comunicati periodicamente al Servizio Centrale Operativo – Direzione Centrale Anticrimine del Ministero dell’Interno; sia attraverso il vaglio delle relazioni di servizio redatte dalle Forze di Polizia a seguito di interventi per lite in famiglia.

Particolare attenzione è anche rivolta alle denunce presentate presso i vari Uffici di Polizia, ove si riscontrano situazioni di elevato conflitto nelle relazioni affettive che appaiono potenzialmente pericolose, sia per la tipologia di reato denunciata (minacce di morte, percosse, lesioni personali, ecc.) che per la presenza di minori all’interno del nucleo familiare. Ciò al fine di contattare le persone offese, fornire loro le dovute informazioni e valutare eventuali interventi di tutela, nelle more dei provvedimenti adottati dall’A.G.

È stato, inoltre, dato maggiore rilievo al “lavoro di rete” attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, stipulato in data 31/01/2008, cui hanno aderito numerosi partner istituzionali e privati (Procure, Comando Provinciale Carabinieri, A.S.L., Ospedali, Comuni del distretto socio-sanitario D-16, Associazione Italiana Avvocati, ecc.); nonché tramite il costante interscambio di informazioni e soluzioni di primo intervento, al fine di poter gestire la problematica in sinergia con le varie istituzioni coinvolte.

Un significativo contributo si deve anche agli incontri periodici della “Rete Antiviolenza Distrettuale” ed alla partecipazione ad un tavolo tecnico per la creazione di “procedure operative d’intervento” che hanno condotto all’elaborazione di “Linee Guida per la Polizia Giudiziaria in materia di reati di stalking, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale”. Dette Linee Guida, elaborate dal Gruppo di Lavoro (costituito dai referenti della Rete Antiviolenza Distrettuale e coordinato dal Sost. Procuratore D.ssa Marisa Scavo), rappresentano il frutto di un costante ed attento lavoro svolto dalle istituzioni coinvolte, dal 2008 fino alla data odierna, culminato con l’attuazione del cosiddetto “codice rosso”.

Ricordiamo ancora una volta i contatti a cui rivolgersi, anche per semplici segnalazioni, anche anonime: allo 0957367661 risponde l’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili della Divisione di Polizia Anticrimine dalle 8 alle 14, nei giorni feriali; allo 0957223990 il centro antiviolenza Thamaia; all’1522 il Numero Gratuito di Aiuto, in caso di violenza sulle donne. E, in casi urgenti, non dimenticate il 112, Numero Unico Europeo.

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