La diffusione di un audio intimo di una ragazza catanese ricorda la tragica storia di Tiziana Cantone “suicida” per non essere riuscita a sostenere il peso della diffusione di un video intimo

“Pa pa pa a Sintilli“, è una strofa che allude ad un rapporto sessuale, tratta da un messaggio audio di WhatsApp che una ragazza catanese sembra avere inviato al proprio fidanzato. Addirittura questa strofa è diventata una sorta di tormentone inserita nel testo rivisto di brani famosi, non solo è finita sui cellulari di mezza Italia, ma è stata anche trasmessa su una famosa radio.  In pratica, una vicenda simile a quella della povera Tiziana Cantone, vicenda che doveva servire da monito per tutti, ma poiché la madre dei cretini (rectius: delinquenti) è sempre incinta, purtroppo è servita a ben poco.

Tiziana era una bellissima e giovanissima ragazza campana la quale è stata vittima della diffusione di un video che la ritraeva in un momento di intimità e, non sostenendo il peso della situazione che stava vivendo, si è tragicamente tolta la vita. Forse i soggetti catanesi che hanno divulgato i video della loro concittadina non hanno mai sentito parlare di Tiziana Cantone o forse ne hanno sentito parlare, ma la bestialità ha prevalso sul ricordo di Tiziana. I fatti in questione sono stati oggetto di denuncia e sono all’attenzione delle Autorità e si spera che le indagini condurranno all’identificazione del responsabile o dei responsabili e, all’esito di un processo, alla loro condanna.

Infatti, la divulgazione di foto e video di terze persone può costituire il reato di cui agli artt. 43 DLG 51/2018 e 167 DLG 196/2003, che sono norme che tutelano il trattamento dei dati personali e la privacy, nonché il reato di diffamazione aggravata (art. 595 3° c. c.p.), se dalla diffusione viene lesa l’altrui reputazione. Ricordo, poi, che minacciare qualcuno di divulgare video o foto per ottenere qualcosa in cambio, può costituire il reato di estorsione.
Ma, al di là delle nozioni giuridiche, cosa consigliare, allora, alle ragazze? Non v’è dubbio, infatti, che le ragazze siano maggiormente colpite da questo fenomeno perché la mentalità è dura a cambiare e per ciò che concerne il sesso, uomini e donne vengono considerati con parametri diversi, sempre per quella idea che l’uomo che fa sesso è “maschio” e la donna, invece, è puttana. E non mi si dica di no! Il mio consiglio, ragazze, è quello di non farvi girare video durante i momenti intimi.

Da nessuno. Neanche dal fidanzato storico, perché anche se non è lui a condividerli, vi è sempre il rischio che possano essere sottratti da un compagno o da un amico.
Nei casi peggiori, i video possono essere utilizzati come arma di ricatto una volta che la relazione si interrompe. Questo è il fenomeno del Revenge porn, vendicarsi di una relazione finita, attraverso la diffusione senza consenso di video o foto intime dell’ex fidanzata. Ormai questo tipo di condotta è diventata molto comune nei casi di stalking.

Ma se proprio non potete fare a meno di farveli girare, fatevi riprendere con il vostro telefonino e non quello di altri, così almeno avete il controllo sui video che vi riprendono ed in ogni caso abbiate almeno cura di non farvi riprendere il volto o parti del corpo dove avete qualche segno di riconoscimento (per es. un tatuaggio). Il primo consiglio, però, rimane sempre quello che è più prudente evitare.

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