Proposta di maggioranza per dislocare le antenne in tre aree periferiche

Sarà protocollata lunedì la proposta a firma dei consiglieri di maggioranza Gabriele Gurgone e Pina Massara, nonchè dal presidente del consiglio Giovanni Buttò, attraverso la quale si intende proporre una modifica al “Regolamento relativo alla disciplina per l’installazione la modifica e l’adeguamento dei sistemi radiotelevisivi di telefonia cellulare” del Comune di Santa Maria di Licodia, approvata con la delibera numero 51 del 18 novembre 2013. La proposta, se approvata in seno al Consiglio comunale, andrà ad agire sull’articolo 3 del regolamento, il quale definisce le zone compatibili sul territorio comunale che possono essere impiegate per l’installazione delle antenne di telefonia mobile. Modifica che permetterà alle compagnie telefoniche di allocare le proprie antenne solamente in delle aree al di fuori del centro abitato e non più all’interno del paese. Nella proposta di delibera, vengono individuate tre aree sul territorio licodiese che saranno sito per gli impianti. Il primo è stato individuato nella zona nord del paese, al di là di contrada “Scannacavoli”, il secondo nella zona est nei pressi della zona artigianale ed il terzo nella zona sud, in contrada “Loco Aranci”.

Il comune denominatore di questa azione è che le aree indicate ricadono su terreni di proprietà comunale, ad eccezione di quella della zona nord che ricade sia su terreni privati che pubblici. Questa dislocazione potrebbe di fatto avere una possibile ricaduta economica sulle casse comunali, che verrebbero rimpinguate dai canoni d’affitto dei terreni, erogati dalle compagnie telefoniche non più a soggetti privati, ma all’ente comunale.
Se questa zonizzazione dovesse ricevere parere positivo, le compagnie telefoniche dovranno dunque adeguarsi al trasferimento delle attuali antenne che non ricadano nelle aree previste dal nuovo regolamento. Un dibattito acceso, quello che ciclicamente è sorto nel centro etneo, dove qualcuno, basandosi solamente su fatti non comprovati da dati scientifici o da screening medici, ha in qualche modo lanciato l’allarme su una possibile correlazione tra la presenza di antenne per la telefonia nel centro abitato e i casi di tumore.

Proprio alla luce di queste preoccupazioni, il primo cittadino licodiese Salvatore Mastroianni il 29 marzo 2017 aveva inviato a tutti i medici di famiglia di Santa Maria di Licodia una “richiesta dati malattie tumorali“ , così da poter effettuare una verifica ed un monitoraggio sull’incidenza delle patologie oncologiche attualmente diagnosticate nel territorio licodiese.
L’analisi, ancora in corso, dovrà portare alla luce non solo la quantità di casi presenti sul territorio, ma anche la dislocazione territoriale degli stessi sul territorio comunale, appositamente suddiviso in tre macroaree. La richiesta – si legge nella nota inviata lo scorso anno – nasce dalla necessità di “capire se le preoccupazioni esplicitata da tanti cittadini, circa il sospetto aumento di tali malattie tra la popolazione del comune, sia fondato o se i dati reali sono compatibili con la media nazionale”.

In tema di correlazione tra tumori e onde elettromagnetiche, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, tramite propri studi, ha fino ad oggi classificato i campi elettromagnetici nella categoria “cancerogeni del gruppo 2B”, che in linguaggio comune si traduce come “sospetti agenti cancerogeni per i quali vi è una limitata prova di cancerogenicità negli esseri umani e un’insufficiente prova di correlazione nei modelli animali”.
Lo studio che ha portato a classificare questi agenti elettromagnetici come “sospetti cancerogeni” nasce al momento solamente da sperimentazioni effettuate in laboratorio, ad altissimi dosaggi, ma per le quali non esiste un riscontro scientifico di pericolosità per l’uomo alle concentrazioni presenti di norma nell’ambiente.

Secondo quanto indicato sul sito dell’Airc, nessuna conferma di correlazione tra onde elettromagnetiche e tumori, al momento, è stata provata dagli scienziati che hanno effettuato diversi studi studi scientifico-epidemiologici sulla popolazione. La maggior parte di questi studi non ha stabilito nessuna chiara corrispondenza tra i due fenomeni, né in ambiente domestico né lavorativo. Gli scienziati stanno inoltre studiando se c’è una correlazione tra insorgenza di cancro ed esposizione a campi elettromagnetici a lungo termine, ma fino a oggi non c’è stata la conferma di alcun effetto nocivo nemmeno in questo ambito. Pertanto, al momento, ogni allarme sembrerebbe essere infondato ma certamente, la dislocazione delle antenne al di fuori del centro abitato potrebbe essere un’azione di prevenzione, nel caso in cui in futuro venisse provata la correlazione tra onde elettromagnetiche e tumori.

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