In previsione anche la possibilità per la giunta di accendere un mutuo di 200 mila euro per ripristinare le strutture sportive della “Don Bosco”. Bocciati due emendamenti su scuola e volontariato

Con otto consiglieri favorevoli, sei contrari e un astenuto, è stato approvato ieri a Santa Maria di Licodia il bilancio di previsione triennale con il relativo Dup –documento preliminare – che negli scorsi giorni ha tenuto alto il tono politico tra opposizione ed amministrazione. Un avvio di seduta movimentato, che ha visto lo scontro diretto in aula tra il gruppo “La Scelta” e il primo cittadino Salvatore Mastroianni, sulla questione “Dup”.
Dopo la lettura della nota ormai famosa prodotta dal’ingengere Giuffrida dell’area tecnica del comune, da parte del presidente Gabriele Gurgone, ad aprire il dibattito è stato il capogruppo Francesco Furnari.
«Credo che la misura sia colma delle fesserie che si raccontano – ha esordito Furnari – ed è necessario parlare con i numeri alla mano. Il sindaco ci accusa di aver mandato in ritardo la nota di richiesta della sala consiliare, ma noi l’abbiamo inviata in tempo tramite PEC. Inoltre dice che nelle commissioni rappresentiamo i quattro quinti dei componenti, ma le commissioni sono composte da sette componenti. Infine, il 17 non avevamo i numeri per poterci opporre al rinvio, perchè eravamo sette contro sette. Il problema del rinvio di quel giorno è stato esclusivamente di questione numerica, in quanto mancava la stampella al sindaco. Come capogruppo de “La Scelta”, l’unico errore che ho commesso è stato quello di dover pretendere la presenza dell ingegnere Giuffrida in consiglio, per levarci ogni dubbio».

Immediata la replica del primo cittadino. «La nota sull’utilizzo della sala consiliare – ha detto Mastroianni è stata inviata a ridosso della chiusura degli uffici. Sono venuto a conoscenza della conferenza solamente la mattina del giorno in cui si sarebbe svolta e nella PEC ricevuta non viene posta alcuna richiesta di autorizzazione, ma una semplice comunicazione. È stato un atto di generosità del sindaco e del presidente del consiglio l’utilizzo della sala. La nota inerente il depuratore è arrivata nelle mie mani solamente giorno 15 dicembre nel pomeriggio. Per quanto ci riguardava non eravamo convinti che fosse già inserito quanto richiesto e la commissione consiliare. Se il consigliere Furnari ritiene che ci sia stato un raggiro, vuol dire che lo stesso non è stato in grado di fare opposizione e non può rappresentare i licodiesi in questo consesso».
Riguardo alla questione Dup, emergono inoltre nuovi retroscena che vedrebbero il capo dell’assise Gabriele Gurgone aver convocato una conferenza dei capogruppi pre-consiglio, giorno 16 Dicembre, al fine di discutere delle possibili azioni bipartisan.
A questo incontro ha preso parte solamente il consigliere di maggioranza Carmelo Furnari ed ha visto disertare sia il consigliere Francesco Furnari che Angelo Capace. «Lei ha convocato il consiglio ma era assente alla seduta» grida dal fondo dell’aula Angelo Capace nei confronti del presidente Gurgone.

Alla fine, il Dup viene approvato, con l’astensione di tutta l’opposizione, ad eccezione del consigliere Salvatore Fazio che da tempo fa ormai pendere la bilancia a favore del primo cittadino, senza una vera e propria dichiarazione di adesione alla maggioranza.
Riguardo il Bilancio preventivo triennale, che rappresenta ormai un consuntivo, consta di poco più di 31 milioni di euro e giunge in ritardo all’approvazione consiliare, a causa di modifiche nella normativa sulla redazione del documento, tra cui la possibilità di impegnare delle somme solamente a fronte di un reale incasso della somme da parte dei contribuenti o dai trasferimenti dallo Stato e dalla Regione.
È ancora una volta il consigliere d’opposizione Francesco Furnari a catalizzare su di sé l’attenzione, il quale porta alla trattazione l’inopportunità di inserire all’interno del preventivo triennale la possibilità per la giunta comunale di “accendere” un mutuo di 200 mila euro con l’obbiettivo dell’adeguamento degli impianti sportivi presenti all’interno dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco”.

«Questa amministrazione, piuttosto che recuperare i crediti da parte dei cittadini, pensa di accendere un mutuo», con queste parole Francesco Furnari conclude il suo intervento sulla questione.
Ad onor del vero, l’inserimento di questa voce in bilancio non rappresenta l’attivazione in automatico del mutuo, ma sarà una scelta successiva affidata alla giunta comunale, così come specificato durante il civico consesso.
Una richiesta di rendiconto sui mutui in essere, viene avanzata da Angelo Capace nei confronti del responsabile di area contabile Giuseppe Musumeci, il quale precisa che «oltre a circa 220 mila euro l’anno per 20 anni che vengono restituiti al Ministero per aver “prestato” dei soldi al fine del risanamento dell’ente, oggi sono in essere circa 500 mila euro l’anno per mutui pregressi. I trasferimenti dalla Regione sono 490 mila in parte corrente e 240 in parte capitale e gli stipendi lordi annui per i dipendenti ammontano a circa un milioni e seicento mila euro l’anno». Un laconico silenzio racchiude tutta la perplessità del consigliere Capace sulla necessità di questo nuovo mutuo, considerato che le spese annuali sono maggiori di quanto viene realmente incassato.

«I mutui di oggi provengono da amministrazioni passate o dall’amministrazione attuale? Noi ad oggi abbiamo acceso mutui? I 4 milioni derivano da noi o dal deficit passato?». Sono queste le domande, retoriche, attraverso le quali il sindaco Mastroianni risponde al consigliere Capace, come a voler essere uno specchio che riflette quel dito che qualche minuto prima il consigliere d’opposizione aveva puntato contro l’attuale compagine amministrativa. «Non abbiamo responsabilità per qualsiasi mutuo; se li assumano quelli che li hanno accesi, continua il primo cittadino. Sul dissesto abbiamo risparmiato il 40% di debiti poichè la transazione è stata fatta al 60% e la riscossione dei tributi è salita al 50%».
Diversi gli emendamenti al bilancio proposti a votazione sia dalla maggioranza che dall’opposizione, prima della votazione complessiva del preventivo. Accettati con larga maggioranza lo spostamento di somme per la realizzazione di alcuni servizi integrativi per l’infanzia, per alcune manutenzioni straordinarie degli istituti scolastici, per l’assistenza economica a persone bisognose, per la manutenzione del verde pubblico, per la costruzione dell’asilo nido, per la manutenzione delle strade urbane ed extraurbane e per la cooperazione e l’associazionismo.

Vengono, dunque, previsti maggiori fondi per la scuola, la viabilità, la manutenzione delle strade ed il verde pubblico. Inoltre vengono garantiti l’avvio del servizio per l’infanzia (il bando di gara si concluderà giorno 9 gennaio 2017) e l’avvio dell’iter per la nascita dell’asilo nido già finanziato.
Bocciati invece due emendamenti de “La Scelta” che prevedevano il trasferimento di 10 mila euro verso un capitolo di spesa a favore dell’acquisto di beni di consumo nelle scuole licodiesi e di 2 mila euro a favore del volontariato locale. «È contraddittorio che la maggioranza vuole attivare un mutuo di 200 mila euro a favore degli istituti scolastici – dichiara Rosario Contarino – e poi boccia un emendamento di 10 mila euro che preveda l’acquisto di sapone, carta igienica, e quant’altro necessario ai nostri figli. Gli emendamenti non vengono votati per il bene dei cittadini. O non si ha cognizione di causa quando si vota o si fanno le cose soltanto per colore politico».
Dopo l’approvazione del bilancio preventivo, la seduta è stata dichiarata chiusa, a seguito dell’abbandono dell’aula del dott. Tito Giuffrida, revisore dei conti, che avrebbe dovuto esprimere il parere sui debiti fuori bilancio, non permettendo così la conseguente votazione dei seguenti punti all’ordine del giorno.

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