Il sindaco chiama in causa in Consiglio comunale l’ex comandante dei vigili, oggi in pensione, che replica tramite Yvii24

La questione autovelox sulla statale 284 in territorio di Santa Maria di Licodia, sembra come il Ponte sullo Stretto: l’infinita opera di cui si parla da sempre, ma che non si realizza mai. Con la recente lettera del Prefetto di Catania che ha chiesto ai comuni i cui territori rientrano nel percorso delle statali 121 e 284 (tratto Catania-Randazzo) “le iniziative intraprese per innalzare i livelli di sicurezza”, la vicenda autovelox ha avuto “un’accelerazione” anche a Santa Maria di Licodia, dove la giunta ha deliberato un atto di indirizzo per “l’acquisto o noleggio di strumenti di rilevazione della velocità”.

Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, celebratasi lunedì scorso (rileggi l’articolo), la questione è stata dibattuta in aula grazie ad un punto all’ordine del giorno (Appello del Comitato Cittadino pro-raddoppio della strada statale 284 Paternò- Randazzo e dei Sindaci dei Comuni interessati per l’applicazione del “Modello Genova alla riqualificazione della SS 284”), con un clamoroso colpo di scena, che ha visto il sindaco Totò Mastroianni addossare all’ex comandante della Polizia Municipale, Dino Aricò, la responsabilità sul mancato utilizzo dell’autovelox in passato, ma anche sul mancato avvio degli stalli a pagamento. Il primo cittadino non ha di certo centellinato le parole ed ha voluto togliersi diversi sassolini dalla scarpa nei confronti del comandante ormai in pensione.

Che tra i due non corresse buon sangue, è notizia vecchia che da sempre aleggia nei corridoi di palazzo, ma che venissero addossate colpe per inadempienze su tematiche quali autovelox e strisce blu, è cosa fresca e degna di nota. «Riguardo l’autovelox – ha detto il Sindaco in aula – nel 2015 avevamo avvertito sulla pericolosità  della strada statale e abbiamo pensato di acquistare un autovelox come deterrente all’alta velocità. Il corpo dei Vigili Urbani, a partire dal comandante, aveva un rifiuto verso l’utilizzo dell’autovelox. Questo perché, in precedenza, era stato affittato uno strumento non ben tarato che ha condotto alcuni poliziotti municipali davanti al giudice. Nel 2018 è stato acquistato un autovelox mobile ma il mancato utilizzo è legato al rifiuto di partecipazione, da parte dei vigili, al relativo corso di formazione».

Cosa accadrà adesso? Dopo la lettera del Prefetto, quella dell’autovelox è una storia tutta ancora da scrivere. «Nel frattempo – ha proseguito Mastroianni  – è intervenuto il Prefetto che ci ha chiesto un autovelox fisso. Quindi, dopo 16 mila euro, siamo chiamati a spendere altri 40 mila euro e non sappiamo se potremo affrontare questa spesa. È mia intenzione sensibilizzare l’assessore Marco Falcone affinché si possano aiutare economicamente i comuni per l’acquisto». Un fiume in piena, il primo cittadino licodiese, che sembra averci preso gusto nel relazionare ciò che non ha funzionato nel settore Polizia Municipale.

Altro macigno amministrativo di cui liberarsi, l’istituzione delle strisce blu su via Vittorio Emanuele. Istituzione deliberata in Consiglio comunale nel mese di settembre del 2017, ma che poi non si è mai concretizzata. «La situazione stalli blu, è partita 4 anni fa. Bisognava preparare il bando ma non avevamo esperienza di questo tipo. Proprio per questo è stato fornito come punto di partenza il bando adottato ad Adrano. Nonostante ciò, c’è stata una grossa lungaggine da parte del comando dei Vigili Urbani per prepararlo. Con il nuovo comandante, nonostante l’uscente abbia dichiarato di aver fatto di tutto per istituire le strisce blu, siamo andati alla Cuc (Centrale unica di committenza, ndr) di Bronte, i cui funzionari ci hanno consegnato una carpetta con i documenti presentati dal comandante (Aricò, ndr) che erano poco esaustivi e privi addirittura di una lettera d’accompagnamento e protocollo. L’attuale comandante ha detto che entro il mese d’ottobre ci sarà la gara, pronta per l’assegnazione».

Abbiamo chiesto all’ex Comandante della Polizia municipale del Comune di Santa Maria di Licodia, Dino Aricò, una replica alle parole del sindaco. Aricò ha così risposto: «In merito all’autovelox, il suo mancato utilizzo era legato alla carenza di personale, in quanto non riuscivo a gestirlo con gli uomini in dotazione e avrei avuto difficoltà anche nella gestione del lavoro che l’autovelox stesso genera. C’è anche da dire – aggiunge l’ex comandante – che i Vigili Urbani non erano d’accordo con l’utilizzo di questa apparecchiatura per l’immensa mole di lavoro che genera e che non riuscivamo di certo a gestire. Inoltre, era necessario un corso specifico: o lo stesso veniva tenuto da un tecnico proveniente da Milano al costo di 1.200 euro, oppure dovevamo recarci noi a Milano a spese nostre.

Siccome nella dotazione di bilancio vi erano solo 18 mila euro – prosegue Aricò – ho potuto acquistare solamente l’autovelox. Nel 2017 il sindaco mi aveva promesso che avrebbe sostenuto l’ufficio nella gestione dell’autovelox e nelle relative sanzioni, che sarebbero state una moltitudine, accordando due amministrativi che non sono mai arrivati. Sulle strisce blu, ammetto che per dimenticanza non ho allegato la lettera di trasmissione, ma ho consegnato tutto alla Cuc di Bronte per espletare la gara e, aggiungo, per me la pratica era completa. Nella redazione del bando – conclude l’ex Comandante della Polizia municipale – ho avuto anche il sostegno dell’avvocato Luca Ardizzone (consulente del comune, ndr) e quindi ho ritenuto che il bando fosse perfetto così come è stato consegnato ai dipendenti della Centrale unica di committenza».

 

 

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