Tra i rifiuti abbandonati anche un’arnia per apicultura, Tv, frigoriferi e onduline in eternit

Nuova segnalazione da parte del gruppo scout “Licodia 1” alla nostra testata giornalistica di una grave situazione di degrado ambientale ai piedi dell’Etna. Location della nuova discarica a cielo aperto, una vera e propria bomba ambientale, è la strada provinciale 85 che collega Santa Maria di Licodia al vecchio tratto della Statale 121. Sacchi neri con immondizia di ogni genere, i classici televisori e materassi nonché l’immancabile e pericolosissima ondulina in eternit riempiono un’intera rientranza della provinciale che dovrebbe essere invece adibita ad area di sosta d’emergenza. Bomba ambientale resa ancora più pericolosa dal fatto che quei rifiuti sarebbero stati dati in parte alle fiamme, così come testimoniano i resti inceneriti presenti sull’asfalto.

E come se non bastasse, affacciandosi da un muretto che delimita la carreggiata da un vallone naturale, lo scenario che appare a chi osserva non è certamente migliore. Ad essere stati lanciati dalla strada verso la depressione del terreno sono frigoriferi, sacchi neri, copertoni, materiale di risulta, un’arnia impiegata nell’apicultura ed immondizia di ogni genere. A scorre nella scarpata anche un piccolo ruscello, le cui acque a contatto con i rifiuti rischiano di inquinare non solo altri corsi d’acqua ma anche le eventuali falde acquifere presenti nel sottosuolo.

Una terra di mezzo, quella descritta, dove la palla della bonifica potrebbe passare da ufficio in ufficio tra Comune di Santa Maria di Licodia e Città Metropolitana di Catania. L’unica certezza di oggi è che un territorio bellissimo come quello della valle del Simeto da un lato e dell’Etna dall’altro viene continuamente deturpato e martoriato da chi non ha rispetto per lo stesso ambiente dove si vive. A rimanere impuniti saranno sempre gli stessi sporcaccioni che continueranno ad agire indisturbati, certi che nessuna videosorveglianza sarà installata dalle amministrazioni competenti nelle zone critiche del territorio e ancor più certi che nessun verbale sarà elevato nei loro confronti. A farne le spese, ancora una volta, è la “Gaia” Terra che in maniera indifesa subisce silenziosa l’inciviltà del suo ospite migliore: l’uomo.

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