Un mix di sapori, odori e colori all’insegna dell’integrazione e dell’accoglienza

Anche Santa Maria di Licodia ha celebrato la Giornata del rifugiato, in sintonia con la più ampia ricorrenza che a livello mondiale ricorda il giorno dell’approvazione da parte dell’Onu della convenzione di Ginevra. Ad organizzare l’evento di ieri, è stato lo staff dello Sprar gestito dalla Cooperativa Iride presieduta da Rocco Sciacca. Presenti all’iniziativa l’associazione “Porgi l’altra zampa”, la Misericordia e anche alcuni scout licodiesi della squadriglia “internazionale” del gruppo Santa Maria di Licodia 1, che hanno preparato delle pietanze tipiche della cultura siciliana e siriana. «Volevamo fare questa impresa di integrazione con i siriani presenti nel nostro paese – ha spiegato Michela Gioco – perchè per noi è bello fare qualcosa di concreto per il nostro paese, cucinando piatti tipici della nostra tradizione. Volevamo fare anche uno scambio di ricette delle due culture, per creare un ricettario che sarà condiviso a fine anno con gli altri». Uno scambio di culture, dunque, anche culinarie, che in un mix perfetto di sapori, odori e colori è stato vissuto senza distinzione di etnie, lingue e religioni all’interno del chiostro dei Benedettini, all’ombra della Torre costruita dai normanni su antiche fondamenta arabe.

Sono tante le attività portate avanti quotidianamente dallo Sprar licodiese a favore di 3 famiglie siriane e 1 afgana che si trovano a vivere lo status di rifugiato o di richiedenti asilo, che vanno dall’accompagnamento sociale allo studio della lingua italiana, senza tralasciare le attività di inserimento dei minori sia all’interno delle scuole dell’obbligo sia in altre attività ludico ricreative pomeridiane. Per i più grandi, sono stati avviati anche dei tirocini formativi in enti pubblici e privati del territorio, che mirano a qualificare la presenza di questi soggetti sul territorio, che altrimenti risulterebbe sterile. Lo Sprar di Santa Maria di Licodia – inserito nel progetto dello Sprar di Bronte gestito dalla dottoressa Tiziana Tardo – è coordinato dall’assistente sociale  Giovanni Rasà coadiuvato nel suo operato dalla psicologa Agata Patti, dall’educatrice Irene Sambataro, dall’insegnante di italiano Giusi Pappalardo, dal mediatore culturale  Abdelilah Mounsabi e dagli operatori dell’accoglienza Sefania Nicotra, Salvatore Massara e Lorenzo Crispi.

«Tramite questa giornata» ha spiegato il coordinatore Giovanni Rasà«la Cooperativa, in ogni territorio in cui è presente lo Sprar, ha realizzato degli eventi per cercare di sensibilizzare la cittadinanza sul fenomeno migratorio. I media, le tribune politiche, gli opinionisti e i social network ci tempestano di informazioni che spesso oltrepassano quella che è la comprensione reale del fenomeno. Spesso si cavalca l’onda dell’odio, della paura del diverso convergendo nella non tolleranza. Accogliere significa aprire, aprire la mente; integrazione significa completamento. Dalla cultura e le tradizioni di un altro popolo, io imparo qualcosa, che diventa mio, viceversa l’ospite impara, apprende, adattandosi alla nuova cultura».

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