Santa Maria di Licodia. Due richieste di rinvio a giudizio per la morte di Carmelo Bulla

Per l’incidente della notte di Halloween 2017 in cui perse la vita il 22enne adranita, chiesto il processo per il conducente dell’auto e per un dirigente comunale licodiese

Un’auto che corre verso casa, una curva buia, un terribile schianto e una giovane vita che si spegne. Uno scenario che si ripete, purtroppo, spesso e che miete vittime fra i giovanissimi alla fine di una serata fra amici.
Questo il destino che attendeva il 22enne adranita Carmelo Bulla, deceduto la notte di Halloween del 2017 a causa di un incidente autonomo avvenuto alla curva della morte di Santa Maria di Licodia (sull’ex provinciale per Biancavilla, al confine fra i due comuni), a bordo di una Punto condotta da un amico, anch’egli di Adrano, di ritorno da una festa a Licodia (rileggi l’articolo).

Per la morte del 22enne vi è la richiesta di rinvio a giudizio per due persone: il conducente della Punto e un dirigente del Comune di Santa Maria di Licodia. Il primo dovrà rispondere di omicidio colposo e il secondo di concorso in omicidio colposo. L’udienza preliminare è fissata per l’8 gennaio 2019.
L’incidente in cui perse la vita Bulla, fu anticipato da diversi drammatici impatti, anche con feriti gravi, alla curva della morte, l’ultima di via De Gasperi di Licodia, prima del territorio di Biancavilla, tutti con un comune denominatore: un tratto segnalato male che inganna il conducente diretto a Biancavilla.

Quella notte, come avvenuto in altre occasioni, chi guidava non vide bene come proseguiva la strada e invece di piegare a destra, probabilmente ingannato nel buio da una traversa che scende sotto il cosiddetto ponte di Licodia si schiantò contro un muretto di cemento.
L’impatto avvenne alle 3:13 del mattino del primo novembre: i due giovani rimasero feriti gravemente. Carmelo Bulla spirò poche ore dopo nella Rianimazione dell’ospedale “Garibaldi” di Catania. Il conducente fu ricoverato in gravi condizioni all’ospedale “Cannizzaro” sempre nel capoluogo con un politrauma. Per fortuna i medici riuscirono a salvarlo.

Un fatto che provocò vibranti polemiche, per quel tratto segnalato malissimo. Dopo un precedente incidente con il coinvolgimento della figlia e della nipote di un consigliere comunale licodiese, rimaste ferite, vennero installati i delineatori modulari di curva e una striscia bianca continua. Ma la pericolosità restò intatta.
Dopo l’incidente mortale della notte di Halloween, Yvii24 scrisse un articolo in cui affermò che con adeguate misure, barriere New Jersey e occhi di gatto (segnalatori luminosi), la morte di Carmelo si sarebbe potuta evitare (rileggi l’articolo). Il sindaco di Santa Maria di Licodia, Salvatore Mastroianni, replicò scrivendo: “l’Amministrazione Comunale ha provveduto, a suo tempo, a dotare la strada con la dovuta segnaletica” Ed ancora: “se non ci si trovi di fronte a insidie o pericoli nascosti e ovviamente non prevedibili, il Comune può omettere di apporre segnaletica stradale” (rileggi l’articolo).
Da parte nostra, continueremo a sostenere in ogni sede che con segnalazioni adeguate quella morte si sarebbe potuta evitare.

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PIETRO NICOSIA Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.