Don Santino Salamone: «La comunità attorno a san Giuseppe deve vivere questa sincera, coerente, verace comunione, perché possa realizzarsi il regno di Dio»

Con la celebrazione eucaristica di questa mattina, presieduta da padre Alfio Privitera e concelebrata da altri componenti del clero etneo, Santa Maria di Licodia si appresta a vivere il clou dei festeggiamenti in onore del santo patrono Giuseppe. Festività che hanno preso il via già nella serata di ieri con la celebrazione eucaristica presso il sagrato della chiesa della Consolazione, con la processione della madonna di Santa Maria di Licodia e la tradizionale sbarrata. A prendere parte alla celebrazione eucaristica di questa mattina anche il primo cittadino Salvatore Mastroianni, il Comandante della locale stazione dei Carabinieri Maresciallo Ups Giancarlo Greco con il suo vice Luca Gravino, il Comandante della Polizia Municipale Dino Aricò, il vicesindaco Mirella Rizzo il presidente del consiglio Gaetano Buttò e altri componenti della giunta comunale. Quest’anno, la comunità licodiese ricorda anche gli 875 anni di fondazione e infeudazione del villaggio di Licodia.

Un messaggio di annunzio del vangelo, quello che don Santino Salamone ha rivolto alla cittadinanza sintetizzato ai microfoni di Yvii24. «Il messaggio è semplice. La comunità attorno a san Giuseppe deve vivere questa sincera coerente verace comunione perché possa realizzarsi il regno di Dio, regno d’amore in Cristo Gesù. San Giuseppe è un esempio di vita attraverso il suo silenzio, attraverso la sua preghiera silenziosa, che diventa per noi un punto di riferimento. Egli può diventare il cuore pulsante di tutta Licodia e, attraverso la sua potente intercessione, sarà possibile conoscere ancora di più il vangelo di Cristo e vivere sempre di più in maniera sacramentale, cioè annunziare, predicare quella notizia che Gesù ha vissuto in prima persona: La Pasqua».

Un messaggio di speranza e di esortazione quello pronunciato dal primo cittadino Salvatore Mastroianni dal balcone centrale del palazzo di città. «Il messaggio che voglio dare ai cittadini quest’anno – e che spero venga accolto positivamente – è che gli abitanti di Licodia devono diventare comunità, perchè ancora noto che questo spirito manca. Spero che noi amministrazione, con il nostro esempio, saremo in grado di far passare questo messaggio in maniera positiva». 

Presente quest’anno anche l’assessore regionale allo sport, turismo e spettacolo Sandro Pappalardo, le cui origini affondano nel paese di Santa Maria di Licodia. «La Regione cerca di essere vicina a tutte le amministrazioni comunali sotto tutti i profili. Non solo sotto il punto di vista delle tradizioni. Cerchiamo di essere vicini con supporti, dove si può, anche economici. Oggi la mia presenza è dettata anche da qualcosa di personale, perché la mia famiglia – papà – proviene da Santa Maria di Licodia e quindi chiaramente mi sento a casa». I festeggiamenti della giornata odierna sono poi continuati con la processione religiosa attraverso il centro storico di Santa Maria di Licodia e la tanto attesa e tradizionale “cchianata de caseddi” con il fercolo in corsa. Partecipata la benedizione dei bambini a piazza Torino. Ad animare la festa, le musiche della banda licodiese “Giovanni Pacini” e i tamburi imperiali di Militello Val di Catania.

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