Alcune insegnanti  hanno continuato a fare lezione, ignari dell’allarme scattato

Prove di evacuazione, questa mattina, per gli studenti dell’istituto comprensivo “Don Bosco” di Santa Maria di Licodia. Ad essere testati, i piani di emergenza della scuola primaria di via Madonna del Carmelo (ex Orsoline), la scuola d’infanzia di via Solferino e di via Isonzo ed il vicino plesso centrale del Comprensivo che ospita sia classi primarie che secondarie di primo grado. A supervisionare l’esodo dei tantissimi studenti – oltre che il dirigente Patrizia Argentino – anche diversi volontari della locale Misericordia e dell’associazione Rangers Europa.

Il primo allarme di simulazione è scattato all’interno della scuola primaria di via Madonna del Carmelo. La prima criticità riscontrata dagli osservatori sarebbe stata quella dell’assenza di un sistema di sirena d’emergenza. Il segnale di evacuazione è stato dato attraverso la normale campanella utilizzata per lo scandire delle ore di lezione, che in caso di assenza di energia elettrica, potrebbe non funzionare correttamente. Evacuazione avvenuta velocemente, soli 3 minuti, con la collaborazione di insegnanti e personale Ata, nonostante alcuni maniglioni antipanico non siano risultati pienamente efficienti. Prima della simulazione, alcune vie di fuga, secondo quanto descritto dagli osservatori, erano intralciate anche dalla presenza di alcuni banchi che ne limitavano il passaggio.

Subito dopo le attività di simulazione si sono spostate nella scuola dell’Infanzia di via Isonzo, dove nessuna criticità è stata riscontrata se non nel sistema di segnalazione dell’allarme che è avvenuto tramite un metodo alquanto originale: la trombetta da stadio ad aria compressa. Una struttura recentemente ristrutturata e che è risultata la più efficiente dal punto di vista della sicurezza. Qualche problema, dovuto al cattivo funzionamento dei maniglioni antipanico, sarebbe emerso nel plesso dell’infanzia di via Solferino.

Situazione maggiormente critica, forse a seguito della grande dimensione di “popolazione” di studenti presenti in questa struttura, è stata evidenziata all’interno del plesso centrale del Comprensivo. I ragazzi, sono riusciti ad uscire dall’istituto in 4 minuti, ma alcuni problemi non sono mancati nemmeno qui. Alcuni malfunzionamenti sarebbero stati riscontrati in alcune porte e nel sistema di segnalazione dell’emergenza. Nei piani inferiori dell’istituto, la sirena d’allarme non sarebbe stata udita da diversi insegnanti e studenti, che hanno continuato a fare lezione come se nulla fosse, ignari dell’avviso di evacuazione. Solo l’arrivo dei soccorritori ha fatto scattare l’allarme in quelle classi.

Prove di emergenza utili e quantomai necessarie, affinché possano emergere le tutte le criticità delle strutture dove centinaia di bambini passano gran parte delle ore della propria giornata. Le disfunzioni, una volta emerse – grazie anche ai tanti osservatori che hanno analizzato con occhio attento i flussi di esodo degli studenti – dovranno trovare soluzione nel più breve tempo possibile, considerata la vulnerabilità del territorio su cui sorgono i nostri edifici scolastici.

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