L’uomo era rimasto vittima di un incidente motociclistico in uno dei tornanti dell’Etna

È stata eseguito nella giornata di ieri (lunedì 24 agosto) l’esame autoptico sul corpo di Massimo Grasso, il centauro 47 enne di Santa Maria di Licodia deceduto in un ospedale di Messina lunedì 17 agosto, per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto sulla provinciale 92 nel tratto Nicolosi – Rifugio Sapienza. A disporre che la salma rimanesse a disposizione dell’autorità giudiziaria, un magistrato della procura messinese, dopo un esposto presentato a seguito della morte.

Massimo Grasso, era rimasto vittima lo scorso 5 luglio di un incidente con la propria moto, una Ducati di grossa cilindrata, in uno dei tanti tornanti che conducono nel sito turistico Etna sud, purtroppo tante volte teatro di drammatici impatti. Le sue condizioni erano apparse sin da subito serie, al punto tale da richiedere l’intervento dell’elisoccorso che è giunto da Caltanissetta – quello di Catania era impegnato in un altro incidente – con l’immediato trasferimento al Policlinico di Catania dove è giunto in codice rosso. Poi il trasferimento nel reparto di Rianimazione in prognosi riservata.

Diversi gli interventi a cui è stato sottoposto il motociclista, che hanno consentito un lento e progressivo miglioramento sino al trasferimento in un centro di riabilitazione di Mistretta. Infine, la morte avvenuta in un ospedale di Messina – dove Massimo Grasso era stato trasferito -, a seguito di una febbre sospetta sopraggiunta una settimana prima del decesso e che farebbe pensare ad una probabile setticemia. A dover chiarire il tutto e fare luce sulle reali cause della morte dell’uomo, sarà adesso il risultato dell’autopsia che dovrebbe giungere nei prossimi giorni.

Secondo indiscrezioni, a seguire la famiglia del centauro licodiese, sarebbe un legale messo a disposizione dalla stessa azienda in cui Grasso lavorava, una nota concessionaria automobilistica del catanese. Tutte le piste, al momento, rimangono aperte e al vaglio di chi sta conducendo l’indagine. Nessuna certezza, allo stato attuale,  nemmeno sul giorno delle esequie, che potranno essere celebrate solamente dopo che il magistrato titolare dell’indagine disporrà la restituzione della salma.

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