La testimonianza questa mattina all’interno del Comprensivo “Don Bosco”

Una testimonianza importante che ha toccato i cuori degli studenti dell’istituto comprensivo “Don Bosco” di santa Maria di Licodia che, questa mattina, hanno ascoltato i racconti del cavaliere Giovanni Sparpaglia, deportato nei campi di concentramento nazisti a soli diciannove anni. Oggi, alla veneranda età di novantotto anni, Sparpaglia ha aperto il suo cuore e donato parte della sua infinita ed importantissima memoria ai giovani studenti, condividendo con loro il dolore delle atrocità vissute, rivivendo la sofferenza per la mancanza degli affetti e per la triste perdita di alcuni sui compagni di viaggio, ma sempre con l’infinita dignità di chi ha continuato ad amare la vita nonostante tutto.

Presente all’evento, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, il vicesindaco licodiese Mirella Rizzo che, raggiunta dai nostri microfoni, non ha nascosto tutta la sua commozione: «Abbiamo pensato di offrire ai ragazzi una testimonianza che ha un valore decisamente più alto di un libro , poiché rappresenta un documento vivente. La testimonianza del cavaliere Sparpaglia è rara e unica, molto toccante. Una persona che ha vissuto l’orrore del campo di concentramento, riuscendo a sopravvivere e che oggi si pone il dovere di essere testimone, nei confronti delle nuove generazioni, affinché quello che è accaduto non accada più. Siamo veramente grati al cavaliere che ancora oggi gira per le scuole diffondendo un messaggio di pace e amore».

Racconti che hanno toccato nel profondo i cuori dei presenti, quelli espressi dal cavaliere Sparpaglia che ha mostrato con orgoglio, dignità e bontà d’animo, le sofferenze e le atrocità ancora vive nella sua memoria, ma sconfitte sempre dalla solidarietà e dall’altruismo. «Il mio unico desiderio è quello di trasmettere un massaggio positivo. Sono l’unico sopravvissuto, ad oggi, tra tutte le persone che erano con me nel campo di concentramento – ha raccontato ad Yvii24 Giovanni sparpaglia – io ho avuto la doppia fortuna di essere andato via quando non avevo ancora neanche vent’anni, mentre chi è arrivato nei campi di concentramento a trent’anni, oggi non c’è più».

Commovente il momento dedicato alla lettura della lettera che il piccolo Pietro, giovane studente dell’istituto Don Bosco ha ipoteticamente indirizzato ad Anna Frank, in seguito ad un elaborato assegnato dalla docente Laura Coppola, dopo aver affrontato in classe il tema della shoah. La lettera, colorata dalle parole semplici e pure di un bimbo di soli otto anni, ha strappato sorrisi sinceri a docenti, alunni e giornalisti presenti, compreso il cavaliere Sparpaglia che ha successivamente raccolto in un abbraccio il piccolo Pietro.

 

 

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