Giovanni Butto: «la scuola prepara i giovani a ragionare con la mentalità europea»

Si è svolto nel pomeriggio di ieri, all’interno dell’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco” di Santa Maria di Licodia il seminario di formazione e di disseminazione del progetto Erasmus+ “Back to the past for the future: sulle tracce dell’Europa” azione KA1-Mobilità dello staff, approvato lo scorso anno all’istituto licodiese. Un susseguirsi di esperienze raccontate dagli stessi protagonisti, grazie anche alla proiezione di tanti video, unite tra loro da un’unica parola chiave: disseminazione. È proprio la disseminazione un’azione fortemente voluta dalla stessa Unione Europea affinché si porti avanti una valorizzazione e una condivisione dei risultati raggiunti con tutti gli “attori” del territorio. Solamente dopo un’efficace attività di disseminazione, il progetto potrà “iniziare a vivere” trovando un vero compimento attraverso le ricadute sulle famiglie, sugli studenti e sul territorio in cui opera l’istituto scolastico.  Una sorta di contagio positivo che gli alunni hanno subito tramite le svariate esperienze formative vissute dai propri docenti che hanno portato avanti scambi con altri colleghi della Polonia, dell’Inghilterra e della Francia.

«Ringrazio il preside e tutto lo staff che si sta impegnando e vi faccio i complimenti» ha esordito il presidente del Consiglio comunale Giovanni Buttò in rappresentanza dell’amministrazione e del primo cittadino licodiese. «Per noi come Comune è importate la buona riuscita dello scambio, perché oltre che culturale diventa uno scambio economico grazie a gemellaggi con le nazioni. Le nostre piccole imprese potrebbero magari farsi conoscere all’estero e fare conoscere i prodotti siciliani. Una cosa importantissima è che la scuola prepara i giovani ad avere una mentalità più ampia, a ragionare con la mentalità europea. Tutto si muove grazie alla comunità europea» ha poi concluso il Presidente.

«ll titolo del progetto è una suggestione che viene dalla nostra storia» ha spiegato la vice preside Mirella Rizzo. «Personaggi come Jean Houel, Wolfang Sartorius di Waltershausen, Jeanette Power hanno dipinto, studiato ed ammirato le evidenze medievali di Santa Maria di Licodia che era tappa del “Grand Tour”. La fisionomia europea che ha perso negli anni può essere riconquistata grazie all’esperienza nei paesi europei. Perciò il progetto Erasmus+ è servito per formare i nostri ragazzi ad affrontare le future richieste del mondo del lavoro». Conclusa questa fase di mobilità internazionale dello staff, le prossime attività previste dal progetto saranno quelle di offrire agli studenti la possibilità di vivere in prima persona gli scambi culturali con altri ragazzi di tutta Europa, attraverso gemellaggi che coinvolgeranno anche le diverse realtà socio-economiche e culturali licodiesi.

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