Microdiscarica nel quartiere “Pepe”, merendine abbandonate poco distante, grate delle catidoie rubate. Sono questi alcuni dei problemi che duturpano la cittadina

I rifiuti e le discariche abusive sono la piaga di questo scorcio d’inizio secolo nei comuni del comprensorio etneo, alla quale non si sottrae Santa Maria di Licodia, dove insistono diverse zone deturpate da rifiuti e da scarico edile.
Una vera e propria discarica di inerti a cielo aperto, quella che vogliamo mostrarvi oggi attraverso le foto realizzate negli scorsi giorni da Yvii24 in uno dei quartieri storici di Santa Maria di Licodia. Ci troviamo, per l’appunto, nel quartiere Pepe, a pochi metri dalla centralissima piazza Umberto I e dalla Torre campanaria che con orgoglio – solo qualche settimana fa – è stata mostrata nella sua maestosità dalle telecamere della prima rete nazionale. Basta addentrarsi per qualche metro dall’omonima via che dà il nome al quartiere, per trovarsi su un terrazzamento lavico che domina maestosamente tutta la Valle del Simeto. Una zona sconosciuta ai tanti, ma ben nota a coloro che in maniera costante perseguono l’hobby dell’inquinamento ambientale.

Affacciandosi sullo strapiombo che corre fino all’altro “vanto” storico licodiese – la Pietra Pirciata – è possibile notare come siano stati scaricati a valle tonnellate di laterizi ed inerti, derivanti sicuramente da lavori di ristrutturazione. Tra i rifiuti è possibile scorgere anche due materassi, una vecchia porta in legno, un serbatoio di qualche vecchia auto, una vecchia Tv e tanti sacchi di immondizia indifferenziata. Uno scorcio degradante per Santa Maria di Licodia ben visibile anche dalle riprese satellitari offerte gratuitamente sul web dall’applicazione maps del principale motore di ricerca mondiale Google.

A Santa Maria di Licodia non manca proprio nulla, come un supermarket all’aperto dove è possibile trovare prodotti d’ogni tipo. Basta infatti spostarsi di qualche chilometro più a valle dal quartiere “Pepe” per trovare, nei pressi dell’ex isola ecologica, intere confezioni abbandonate di una nota merendina, divenute non più commercializzabili nel mese di maggio scorso, in quanto scadute. E sempre davanti all’ex isola ecologica si segnalano ripetuti abbandoni di rifiuti d’ogni tipo, raccolti periodicamente dall’impresa che si occupa della raccolta.
Come se non bastasse, ad essere disponibili in take away sul territorio del paese, anche pneumatici usati di ogni marca e dimensione. Basta infatti proseguire verso Belpasso, per imbattersi in cumuli di ruote abbandonate non si sa da chi, in una rientranza della strada di Fora.

Tutto esaurito, invece, nel rivenditore di chiusini (o tombini che dir si voglia) situato nella zona artigianale. Sono state infatti trafugate diverse coperture dei pozzetti della pubblica illuminazione ed alcune caditoie dell’acqua piovana, creando un pericolo sia per i diversi giovani che utilizzano la zona per svolgere attività fisica, sia per le auto che accidentalmente potrebbero finirci dentro. Da parte dell’amministrazione comunale, giungono comunque le rassicurazioni che si sta già provvedendo al ripristino dei chiusini mancanti e all’ennesima bonifica delle zone deturpate da rifiuti abbandonati dai cittadini incivili.

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