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Annalisa Schillaci dell’associazione Ultreya Pedara: «È bene conoscere casa propria prima di andare a scoprire il mondo»

Si è tenuto nel pomeriggio di sabato scorso, all’interno della sala consiliare di Santa Maria di Licodia, l’incontro dal titolo “Dal Cammino ai cammini” organizzato dall’associazione di volontariato “Ultreya” di Pedara che, (come già accennato in un nostro precedente articolo rileggi l’articolo), fa parte del percorso informativo che accompagna al primo corso per hospitaleri volontari di Sicilia che si terrà dal 20 al 22 aprile prossimi. Centralità dell’incontro di oggi, la scoperta dei “Cammini Francigene di Sicilia” oggi rivalutati grazie alle azioni portate avanti negli ultimi anni dall’omonima associazione. Tra i presenti all’incontro diversi cittadini ed anche un nutrito gruppo di studenti dell’Istituto Tecnico “Pietro Branchina” ad indirizzo Turismo di Adrano. A dare i saluti iniziali, il primo cittadino licodiese Salvatore Mastroianni che ha accolto con entusiasmo l’evento e che a nome dell’amministrazione ha voluto omaggiare i relatori con una copia del libro “Ora et labora. L’incidenza benedettina nell’area Simetino-etnea”.

«Noi abbiamo dei tesori, delle risorse sui nostri territori che purtroppo non riusciamo a valorizzare nel modo giusto – ha detto il sindaco – perché spesse volte non li conosciamo. Lo dico con serenità ma anche con un pizzico di invidia verso quei luoghi che non hanno a che vedere con i nostri e che vengono visitate da migliaia di turisti. Siamo degli esterofili e andiamo a visitare posti magari meno importanti solo perché sono stati pubblicizzati meglio dei nostri. Conosciamo prima di tutti i nostri territori».
Un coinvolgete intervento, quello di Davide Comunale, archeologo e studioso di viabilità antica, attraverso il quale ha raccontato l’impegno di riscoperta delle antiche vie non di pellegrinaggio religioso. Insieme all’associazione “Cammini Francigeni di Sicilia” si è occupato di tracciare nuovamente queste strade che nell’antichità si percorrevano in Sicilia.

Tramite un video (postato in alto, ndr) ha raccontato l’esperienza vissuta da quattro ragazzi su queste “vie” siciliane, attraverso il quale è stato possibile assaporare gli itinerari storici su cui si innestano natura, tradizione e cultura di accoglienza tipica del meridione. I percorsi Francigeni, contano oggi circa 900 km di sentieri e strade che attraversano paesaggi naturali mozzafiato e conducono ai principali porti che un tempo erano luogo di imbarco verso i pellegrinaggi verso Roma, Santiago e Gerusalemme. E’ stata poi Irene Marraffa a raccontare la propria esperienza di “viandante” tracciando un percorso interiore sfociato nell’entusiasmo di camminare e di visitare la nostra bellissima terra con passi lenti che danno tutto il tempo di visitare e conoscere non solo storia, cultura, monumenti ma anche antiche tradizioni alla scoperta anche dei prodotti tipici locali.

«L’associazione Ultreya Pedara vuole esortare i tanti, giovani e meno giovani, ad “uscire” per scoprire il mondo», ha spiegato Annalisa Schillaci, presidente dell’associazione Ultreya Pedara,  durante il suo intervento. «Abbiamo già parlato del Cammino di Santiago durante il primo incontro della scorsa settimana a Pedara ed oggi vogliamo far scoprire la nostra terra. È bene conoscere casa propria prima di andare a scoprire il mondo. Il nostro invito è quello di muoversi, di camminare, di fare qualcosa, di vivere la vita pienamente. Abbiamo voluto fare un incontro a Santa Maria di Licodia perché una delle vie Francigene passa proprio da questo paese, e non posso che essere grata all’Assessore Mirella Rizzo, che ringrazio per averci sostenuto ed accolti».

Le conclusioni dell’incontro, sono state affidate a Salvo Raffa, presidente del Centro di Servizio per il Volontariato Etneo: «Il Centro di Servizio ha da sempre promosso il camminare insieme alle proprie associazioni di volontariato. Oggi è importante dedicarsi all’altro e lo si può fare in tanti modi, tra cui anche il cammino, perchè attraverso il cammino abbiamo la possibilità di valorizzare i tanti luoghi e le nostre bellezze paesaggistiche. Si torna a casa stanchi ma con la soddisfazione di aver visto luoghi ma soprattutto di aver chiacchierato e parlato con l’altro che molto spesso presi dall’euforia del vivere quotidiano non facciamo». A margine dell’evento, i partecipanti hanno potuto seguire un percorso storico all’interno del complesso comunale – un tempo sede abbaziale benedettina – condotto dagli storici Gino Sanfilippo e Benedetto Rizzo.

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