L’incontro ha aperto un proficuo dibattito su quelle che potrebbero essere le azioni e le modalità di recupero della struttura

Si è tenuto domenica pomeriggio, all’interno della parrocchia SS. Crocifisso di Santa Maria di Licodia, un incontro informale al quale hanno preso parte diversi cittadini licodiesi per analizzare insieme al parroco don Santino Salamone e all’ingegnere Gianni Patti le possibili soluzioni alla questione “Cine-teatro San Giuseppe” che ormai da oltre un decennio è chiuso per questioni legate all’adeguamento della struttura alle nuove norme in materia di sicurezza ed abbattimento delle barriere architettoniche. Il gruppo si è autoconvocato grazie ad un tam-tam di messaggi che negli scorsi giorni aveva sollevato l’attenzione del popolo di Facebook su una struttura che meriterebbe di ritornare funzionale per tutta la collettività. “Vorrei lanciare una proposta”, scriveva un licodiese. “Non so in che condizioni è il teatro. Sempre con il permesso di padre Santino potremo ritagliare un po’ del nostro tempo libero per il ripristino del teatro. Ho avuto questa idea e l’ho proposta, non so voi cosa ne pensate?”

Un dibattito intenso ed un confronto costruttivo tra i vari partecipanti alla riunione, quello che è emerso durante il lungo pomeriggio. Autofinanziamento, attività di raccolte fondi tramite eventi culturali, costituzione di una cooperativa che possa accedere a finanziamenti regionali ed europei, sono solamente alcune delle opzioni che il comitato spontaneo ha sottoposto al sacerdote – attuale gestore della struttura di proprietà della Curia etnea – e al tecnico licodiese. «Volendo immaginare dei lavori in economia, ha spiegato l’ingegnere Patti, si potrebbe prevedere il ripristino del solo piano terra che richiederebbe comunque delle somme non di poco conto. I lavori dovranno essere preceduti dalla presentazione di progetti ed autorizzazioni e dovranno essere realizzati da una ditta che sia in regola dal punto di vista normativo».

Della questione Teatro San Giuseppe ce ne eravamo occupati un anno fa, quando anche in quel caso un post su Faceebook recitava “Rivoglio il mio Teatro San Giuseppe. Mi manca troppo!!!” aveva attirato l’attenzione di Yvii24 facendo riaccendere i riflettori sulla questione. Come allora, anche domenica scorsa l’ingegnere Gianni Patti, ha spiegato l’iter progettuale che è stato seguito negli scorsi anni, che ha portato alla redazione di due progetti presentati alla Regione Siciliana per il recupero dell’immobile. «Un primo progetto è stato presentato nel 2012 per tramite del comune di Santa Maria di Licodia, che avrebbe visto la realizzazione di un “cantiere scuola”. Nel 2014, abbiamo tentato una seconda strada, ovvero quella di attingere a dei fondi di diretta disponibilità del Presidente della Regione – ex art.38 dello Statuto Regionale – dell’importo di circa 200 mila euro che avrebbe previsto la ristrutturazione e l’adeguamento dell’intera struttura. In entrambi i casi non abbiamo avuto notizia».

Al di là delle cifre e delle questioni burocratiche che potrebbero fare paura, durante l’incontro l’entusiasmo e la determinazione nel riuscire nell’impresa di riaprire questa piccola struttura culturale era palpabile. Lo si leggeva soprattutto negli occhi di coloro che per anni hanno allietato i licodiesi con le opere teatrali andate in scena all’interno di quel teatro parrocchiale e che adesso si vedono costretti ad “emigrare” in altri paesi per perseguire una passione lunga una vita. Lo si leggeva in quel regista ed attore dai capelli bianchi, che del teatro ne ha fatto una ragione di vita e che vorrebbe rivedere al più presto la propria compagnia nuovamente su quel palco. Negli occhi di quell’attrice che ha calcato scene importanti con attori professionisti ma che ha la nostalgia del palco del “San Giuseppe”. Nei ricordi di quel piccoletto, divenuto ormai adulto, che è cresciuto nel dietro le quinte di opere importanti firmate Eduardo De Filippo, Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Nino Martoglio e tanti altri ancora.
Il comitato spontaneo, si sta già attivando per creare un possibile cartellone di eventi pubblici, attraverso i quali poter raccogliere delle somme da versare in un fondo cassa che sarà destinato al recupero della struttura. Più che una gara di solidarietà, questa volta, Santa Maria di Licodia è chiamata ad una vera e propria gara culturale dalla quale bisogna indubbiamnete uscirne vincitori.

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