Il caso riaccende i riflettori su una problematica difficile da superare: il randagismo

La storia che racconteremo oggi è una di quelle che lasciano l’amaro in bocca e la tristezza nel cuore non solo in chi l’ha vissuta direttamente, ma anche nei tanti che conoscevano un innocuo miglior amico dell’uomo. Al di là di ogni possibile e personale simpatia per il mondo animale, che può non appartenere a tutti, raccontare la morte di Billy è cosa triste, soprattutto perché riaccende i riflettori su una tematica, quella del randagismo, su cui Yvii24 si è già occupata in altre occasioni. “Billuccio” – così il suo padrone lo chiamava, il cui vezzeggiativo la dice lunga sul legame che univa i due, in una sorta di storia d’amicizia destinata a non tramontare mai – era un cane affettuoso, mai aggressivo e giocherellone. La notte scorsa Billy sarebbe stato aggredito da alcuni cani randagi, dopo essersi allontanato dall’abitazione del suo padrone, come spesso faceva, per gironzolare in un terreno incolto vicino casa.

Ad attivare le ricerche gli stessi padroni che, intorno alle 5:30 di questa mattina, si sono accorti dell’assenza dell’animale. Un insistente uggiolare proveniente da poco lontano, ha attirato l’attenzione del padrone di Billy che, seguendo i suoi lamenti, lo ha trovato riverso sul terreno in fin di vita. A nulla è valsa la corsa verso il più vicino pronto soccorso veterinario, dove nemmeno l’intervento chirurgico eseguito dal medico veterinario ha potuto salvare la vita alla povera bestiola: troppo profonde le ferite causate dal morso di altri cani. Alla luce della vicenda odierna, ci si interroga se ad azzannare Billy non sia stato lo stesso branco di tre grossi cani avvistati da alcuni cittadini nella prima serata di venerdì scorso in via Aldo Moro.

Una fatto, la morte del bastardino, che deve far riflettere le istituzioni locali sulla sicurezza in paese. Una questione del randagismo che in alcuni casi può rappresentare delle serie problematiche di sicurezza e che con l’arrivo della bella stagione potrebbe accentuarsi. La presenza di cani randagi sul territorio, potrebbe precludere la sicurezza di coloro che praticano sport tra le vie cittadine e nelle aree a ridosso, oppure di chi volesse recarsi al parco per far giocare nelle giostrine i propri figli, soprattutto i più piccoli. Un fenomeno già noto e che in passato ha spesso diviso l’opinione pubblica licodiese, tra coloro che temono la presenza di cani in libertà nel paese e coloro che invece ritengono che il randagismo non possa rappresentare un pericolo per nessuno, se controllato, aggiungiamo noi. Di sicuro qualcosa va fatta ed anche in breve tempo, magari auspicando di emulare comuni virtuosi del comprensorio etneo che oggi hanno raggiunto il traguardo di “zero randagi”.

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