Totò Mastroianni: «Siamo addolorati per la chiusura e non siamo d’accordo su questa scelta. Cercheremo sin da subito di invogliare altri istituti di credito ad investire sul nostro paese»

Nulla di fatto per quello che doveva essere l’incontro risolutore tenutosi nella prima mattina di oggi tra amministrazione comunale di Santa Maria di Licodia e vertici UniCredit, che avrebbe dovuto far ricredere la dirigenza dell’istituto di credito sulla chiusura della filiale di via Vittorio Emanuele 212. La posizione è netta e chiara: “Si tratta di una scelta irreversibile”. La decisione rientra in quello che sembrerebbe essere un piano aziendale di ottimizzazione su scala nazionale degli sportelli del gruppo bancario e che già da tempo era stato deciso attraverso una deliberazione del consiglio d’amministrazione inoppugnabile, ma che è venuta alla luce solamente nelle ultime settimane. A nulla sono inoltre valse le 300 firme raccolte dai cittadini durante questa ultima settimana, proposta dalla stessa amministrazione e che sono state consegnate durante la riunione odierna.

«Come amministrazione siamo addolorati per la chiusura di questa agenzia storica licodiese – dichiara il primo cittadino Totò Mastroianni – e non siamo d’accordo su questa scelta aziendale sulla quale non possiamo intervenire in alcuna maniera. Cercheremo sin da subito di invogliare altri istituti di credito ad investire con l’apertura di una propria filiale sul territorio di Santa Maria di Licodia».
Come già anticipato, venerdì prossimo la filiale batterà l’ultima operazione di cassa per poi ultimare nei giorni successivi il trasferimento di tutti i fascicoli dei propri clienti alla filiale di Biancavilla. Per venire incontro ai correntisti, è stato comunque garantito che chi effettuerà prelievi attraverso gli sportelli automatici Bancomat di altri istituti di credito, non pagherà alcuna commissione aggiuntiva. Agevolazioni anche per i pagamenti POS.
Ad intervenire sulla questione è stato anche il gruppo “La Scelta” che ha etichettato l’incontro di oggi si come una mera «operazione di facciata». Prosegue Francesco Furnari «una banca che lascia un territorio e non avverte nemmeno Sindaco è il segnale inequivocabile del fallimento e della mancanza di autorevolezza del primo cittadino».

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