«La comunità di Licodia sta morendo, sta scomparendo, i giovani vanno via. Il nostro progetto vuole dimostrare che restare a Licodia, è “cool”, “sexy”»

Si è svolta nel pomeriggio di ieri, all’interno della sala consiliare del comune di Santa Maria di Licodia la presentazione dei lavori finali della sesta edizione della CoPED Summer School, una scuola di pianificazione di comunità e progetto ecologico, portata avanti da studenti universitari delle Università americane di Memphis e Boston in sinergia con i colleghi dell’Università di Catania. I partecipanti alla Summers School, anche quest’anno, hanno avuto modo, di conoscere, studiare e approfondire tematiche dell’area simetina grazie alla collaborazione attiva con il Presidio Partecipativo per il Patto di Fiume Simeto, il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura Dicar dell’Università degli Studi di Catania e l’associazione Cultura&Progresso. «Sono felice di avervi qui, anche quest’anno, con una certa continuità», ha detto il primo cittadino licodiese Salvatore Mastroianni. «Vi ringrazio per quello che avete fatto per questa comunità e ringrazio chi ha pensato Santa Maria di Licodia come punto focale di questa attività inerente il Patto di Fiume, una struttura che spero vada avanti e che possa portare beneficio al nostro comune»

Interviste agli abitanti del territorio, workshop, coinvolgimento delle associazioni  locali. Sono stati questi i giusti ingredienti che hanno dato vita a 10 giorni di confronto e studio attraverso approfondite analisi delle problematiche e delle risorse che la valle del Simeto oggi offre. «Cultura&Progresso lavora da sei anni in questo comune e non è scontato che tanti giovani della nostra età si impegnino e lavorino ogni sabato» ha spiegato Agata Lipari Galvagno, presidente dell’associazione. «In questi anni abbiamo avuto tre obiettivi: in primo luogo, ci siamo istruiti, ci siamo formati, ci siamo informati; in secondo luogo ci siamo “agitati” per risvegliare tutto il nostro entusiasmo e caricarci sempre di più; infine ci siamo organizzati. Questa Summer School è frutto di questo nostro percorso e non è un caso che si svolga qui a Licodia. C’è stato un gruppo di ragazzi che in questi anni si è impegnato costantemente. Tutto il progetto è frutto di tutta la comunità licodiese e non solo delle Università».

Il prodotto finale di questa edizione 2018, la cui tematica centrale è stata la “Rural-ability”, è stato il progetto “Foodia ca furria”, che prevede come espressione massima la riqualificazione di un luogo ad alto valore storico e culturale come la stazione di Schettino-Santa Maria di Licodia, per creare uno spazio sia fisico che culturale. La prima finestra utile per la presentazione della richiesta di finanziamento, pari a 50 mila euro, è quella del mese di aprile 2019 tramite il bando della Fondazione Unipolis “Culturability”, una piattaforma aperta a progetti di innovazione culturale e sociale che promuovono benessere e sviluppo all’insegna della sostenibilità. Il progetto “Foodia ca furria”, laddove venisse approvato, avrà la durata di 3 anni, all’interno dei quali dovranno essere realizzate tutte le attività progettuali previste. «Schettino è un luogo simbolico della storia simetina della catena idro-agro-alimentare e ci sembra importante ripartire da li per rinnovare questa “catena”. San Marco è la porta del Simeto e Schettino diventa la porta d’accesso dalla Valle a Licodia», ha spiegato una studentessa protagonista del progetto.

Soggetto promotore del progetto è l’associazione licodiese Cultura&Progresso che dovrà portare avanti il progetto in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati. Il progetto, come ogni idea che non si ferma alla sola durata del finanziamento, prevede al suo interno della azioni di autosostentamento individuabili sin da ore nel potenziamento del Gas (Gruppo d’Acquisto Solidale) dei prodotti della Valle, nell’affitto della cucina di comunità, nella realizzazione di corsi di cucina e cosmetici, in un servizio catering e anche nelle donazioni da parte dei visitatori. Da qui alla presentazione del progetto, sarà comunque necessario portare avanti una serie di iniziative propedeutiche che vanno dall’affidamento in comodato d’uso gratuito della struttura per almeno 10 anni al soggetto promotore alla definizione delle partnership con tutti i soggetti interessati a far parte del progetto, senza tralasciare quelle iniziative che dovranno dimostrare alla commissione valutatrice l’interesse della comunità al progetto, come ad esempio azioni di pulizia degli spazi esterni della stazione. Non per ultimo, una parte importante che l’ente promotore non dovrà tralasciare, sarà quella della diffusione serrata dell’idea progettuale tramite i social.

«La comunità di Licodia sta morendo, sta scomparendo, soprattutto perché i giovani vanno via. Vanno via tutti i pomeriggi e tutte le sere perché a Licodia non c’è niente da fare, o peggio vanno via per sempre a cercare un lavoro e una piena realizzazione altrove». Questo è quanto è emerso dall’indagine sul territorio, portata avanti dagli studenti, tramite le tante interviste realizzate. «Il nostro progetto vuole dimostrare che restare a Licodia, nella valle del Simeto può diventare “cool”, “sexy”, ossia costituire una scelta per molti giovani. Per fare questo pensiamo che i giovani vadano coinvolti nella creazione di un luogo che gli appartiene».

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