Un ricordo dell’ex primo cittadino licodiese, scomparso ieri, da parte di un altro ex sindaco che l’ha conosciuto in età adolescenziale

Parlare di Salvo Rasà non è facile. Tuttavia essendo uno dei pochi ad averlo conosciuto fin dall’età adolescenziale credo di essere nelle condizioni di poter esprimere qualche opinione. Al livello personale posso dire che, in quanto catechista della parrocchia, è stato colui che affascinandomi sui temi religiosi, etici e morali, mi ha spinto ad occuparmi del sociale e, conseguentemente, di politica. Col tempo, andando sbiadendosi questi valori, le nostre strade si sono sempre più allontanate e raramente si sono intersecate. Certamente è stata una figura politica molto controversa che, per oltre quarant’anni, è riuscita a determinare gli indirizzi e le scelte del nostro comune.

È stato sindaco per quattro volte:  da dicembre 1976 a ottobre 1982; da ottobre 1990 a gennaio 1992; da novembre 1998 a maggio 2003; da maggio 2007 a gennaio 2012. Mai riconfermato. Sempre richiamato a furor di popolo. Democristiano doc. Molto legato all’allora capo della DC catanese on. Nino Drago, ha sempre fatto proprio il detto andreottiano di preferire: “un’aurea mediocrità”. Con lui sono state iniziate moltissime opere pubbliche di grande necessità per il paese, il problema è che, di queste, ben poche è riuscito a portarle a compimento.
Molti allievi hanno provato a raccogliere la sua eredità. Tuttavia nessuno c’è mai riuscito, né penso che potrà in futuro riuscirci. È la maledizione degli uomini unici.

Antonio Mazzaglia

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