Un primo autovelox acquistato dal comune è rimasto nel cassetto a muffire. Si valuta adesso la permuta 

L’amministrazione comunale di Santa Maria di Licodia, con alla guida da 8 anni il primo cittadino Salvatore Mastroianni, prova ad estrarre nuovamente la carta “autovelox”, sperando che questa volta sia la giocata vincente. Indotta dalle varie riunioni susseguitesi alla Prefettura di Catania aventi come tematica la sicurezza sulle strade statali 284 e 121, alle quali si è aggiunta la missiva del Prefetto di Catania, Claudio Sammartino, datata 26 giugno 2020 attraverso la quale il rappresentante dell’organo di governo nazionale chiedeva “le iniziative intraprese per innalzare i livelli di sicurezza” su queste arterie, la giunta comunale licodiese ha deliberato venerdì scorso un atto di indirizzo per “l’acquisto o noleggio di strumenti di rilevazione della velocità”. 

La scelta dell’amministrazione, secondo quanto si legge nella delibera, sarebbe quella dell’installazione nel tratto della statale 284 ricadente sul comune licodiese, di un’apparecchiatura permanente finalizzata alla rilevazione della velocità ed al sanzionamento di chi supera i limiti imposti. Dovrà adesso essere il neo-comandante ad interim della Polizia Municipale licodiese – già vice comandante ad Adrano -,  Commissario Alfredo Petralia, a procedere con l’attuazione della delibera. Nelle sue mani, per questa operazione, sarà messa a disposizione la somma massima di 30 mila euro che troverà copertura nel  bilancio 2020-2021 in fase di redazione.

Una vicenda travagliata, quella dell’impiego di un rivelatore di velocità sul territorio comunale licodiese che dura ormai da anni e che palesa un nuovo “fallimento trionfale” (ricordiamo la vicenda della farmacia comunale e quella delle strisce blu). Un iter burocratico che ha avuto inizio con una prima deliberazione di acquisto nel 2015, poi ripresa nel 2017 con un emendamento del consiglio comunale al “piano di miglioramento dell’efficienza dei servizi di Polizia Municipale” da parte dell’ex consigliere ed attuale assessore Gabriele Gurgone  – sottoscritto da tutta la maggioranza -, al quale segue a distanza di qualche mese una revoca dello stesso atto consiliare  a causa “dei tagli sulla finanziaria regionale” di quell’anno che faceva venire meno la disponibilità economica, per poi giungere al dicembre 2018 con un impegno di spesa di 18 mila euro per l’acquisto dello strumento elettronico idoneo a rilevare la velocità dei veicoli.

Un acquisto degno da “Ritorno al futuro”, quello annunciato nel 2018, che doveva dotare la Polizia Municipale di un autovelox mobile con caratteristiche tecniche “spaziali”, così da poter mitigare i rischi legati all’alta velocità dei veicoli sia sulla Statale 284 sia sul territorio cittadino. Strumento acquistato dal Comune, ma poi finito dentro un cassetto a muffire in quanto mai utilizzato. L’assessore comunale alla Polizia municipale, Ottavio Salamone, spiega ad Yvii24 che «per la Strada Statale 284 il Prefetto ha richiesto un altro tipo di autovelox. Quello di nostro possesso non è idoneo alle esigenze. Valuteremo con il Comandante se eventualmente è possibile utilizzarlo in altri punti, se ha le giuste caratteristiche, o se lasciarlo in permuta».  Lo stesso assessore Salamone, ha confermato ad Yvii24 che l’autovelox già in possesso del comune «non è mai stato utilizzato».

Nel frattempo, Anas sta portando avanti sulle “statali della morte” diverse azioni di messa in sicurezza con l’installazione di segnaletica verticale, indicatori luminosi e dissuasori di velocità. La speranza è adesso che anche i comuni facciano la propria parte in tema sicurezza e che nel caso specifico di Santa Maria di Licodia non si assista nuovamente all’ennesimo spreco di denaro pubblico.  Ricordiamo che la questione autovelox sulle statali 121 e 284, in pratica da Catania a Randazzo attraverso i due segmenti viari, è tornata d’attualità lo scorso anno dopo diversi incidenti mortali. È stato il Prefetto di Catania, Claudio Sammartino, a convocare il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e, subito dopo, a insediare il Gruppo di lavoro tecnico per aumentare gli standard di sicurezza sulle due arterie. Dopo diversi incontri, si stabilì di installare 29 autovelox nei tratti che presentano rischio maggiore per la circolazione stradale.

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