I negozi chiudono, la superficie tassabile diminuisce con la conseguenza che le tariffe sono più care. Malumori sui social

A Santa Maria di Licodia è tempo di Tari e, purtroppo, di brutte sorprese in bolletta. Dopo alcuni piccoli segnali incoraggianti di un possibile mantenimento delle tariffe Tari 2018 sullo stesso livello di quelle dell’anno 2017, grazie anche ad un abbassamento del costo del servizio di raccolta emerso in seno al Consiglio comunale, a far cadere ogni speranza è stato il recapito delle cartelle di pagamento che proprio in queste ore il Comune sta notificando ai cittadini licodiesi.  Sono diversi, infatti, le foto ed i commenti che sono apparsi sui social che mettono a confronto le bollette dello scorso anno con quelle di quest’anno. «Meno male che ci doveva essere l’abbassamento della bolletta della spazzatura. Grazie alla differenziata bollette da capogiro! Adesso si paga di più» scrive una cittadina. Un aumento medio di circa il 5% rispetto allo scorso anno che andrà certamente ad intaccare le già precarie tasche dei cittadini che in questi anni, a causa del dissesto, hanno visto schizzare alle stelle tutte le tasse comunali.

Per trovare la motivazione di tale aumento, basta leggere la dichiarazione del responsabile del settore contabile in seno al consiglio comunale dello scorso 29 marzo: «A seguito di contestazione degli avvisi di accertamento emessi dall’ufficio, la superficie tassabile è diminuita rispetto a quella accertata. Inoltre, a causa della crisi economica molte attività commerciali hanno chiuso l’attività. Per cui, nonostante la diminuzione del costo del servizio vi è un aumento del 5% circa per le utenze domestiche e del 10% circa per le utenze non domestiche. Tale aumento è dovuto al fatto che il costo complessivo del servizio, pur diminuito, è ripartito in un numero minore di attività commerciali ed una superficie tassabile minore».

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