Il responsabile dell’Ufficio per l’incremento della differenziata in Sicilia, Cocina, dà ragione al gruppo licodiese di opposizione “La Scelta” e scrive: “I dati (del comune) relativi ai mesi da giugno a ottobre 2016, sono errati in eccesso”

Promette di diventare l’argomento più caldo della campagna elettorale, una sorta di “Watergate” all’ombra dell’Etna, la vicenda dei dati della differenziata a Santa Maria di Licodia. È stata, infatti, trasmessa al comune (in data 8 marzo), tramite posta elettronica certificata, la risposta del dirigente dell’Ufficio speciale per l’incremento della raccolta differenziata in Sicilia, Salvatore Cocina, al gruppo consiliare “La Scelta”, che aveva segnalato presunti errori nei dati della differenziata trasmessi dal comune alla Regione. Destinatari della missiva, fra gli altri, il sindaco Totò Mastroianni, la Procura della Repubblica di Catania e la Corte dei Conti di Palermo. E Cocina scrive che “La Scelta” aveva ragione in quanto la verifica, ha “appurato la sostanziale fondatezza della segnalazione, poiché i dati pubblicati, relativi ai mesi da giugno a ottobre 2016, sono errati in eccesso in quanto quelli veri indicano percentuali di raccolta differenziata molto più basse”.
Dunque, la “fotografia” di un mese fa che metteva insieme comuni “ricicloni” e “asini”, in tema di differenziata, e che indicava per Licodia la migliore performance di risalita, era, per dirla in termini digitali, “ritoccata” (o photoshoppata, che dir si voglia).

Cocina continua scrivendo che i funzionari del suo ufficio preposti al monitoraggio hanno ricevuto dati errati dal responsabile e dai funzionari del servizio rifiuti del Comune di Santa Maria di Licodia. “I responsabili – aggiunge il dirigente – peraltro, quantunque sollecitati, non hanno regolarizzato le comunicazioni ed hanno omesso di immettere, per tempo, i dati completi nel portale della Regione”.
A nulla sono valsi i solleciti e le diffide trasmessi dall’Ufficio speciale per la differenziata nell’ultimo mese e mezzo: “Questo Ufficio in data 25 gennaio 2017 e 10 febbraio 2017 ha pertanto inviato al Sindaco, al Segretario Generale, al responsabile servizio igiene ambientale competente del Comune, una mail di sollecito e, in ultimo visto il mancato riscontro, ha inviato agli stessi indirizzi, via pec, nota prot. n.405 del 14 febbraio 2017 di diffida all’inserimento dei dati entro giorni 5 dal ricevimento. Ad oggi, nonostante i solleciti e le diffide, codesto Comune non ha inserito sulla piattaforma regionale i dati relativi al periodo gennaio-giugno 2016, settembre 2016 e gennaio 2017”.

LA LETTERA DI COCINA

Durissima la stoccata del dirigente regionale all’indirizzo del primo cittadino, che dovrebbe essere garante della buona amministrazione, e della burocrazia dell’ente municipale licodiese: “Spiace rilevare che il sindaco del Comune che resta il responsabile del buon andamento dell’Amministrazione, il segretario generale ed il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza abbiano omesso ad oggi le attività di competenza, anche a seguito della nota di diffida, ed imposte dalla norma. Le sopra evidenziate omissioni ripetute oltre a costituire una grave negligenza e inadempimento di codesto Comune e dei suoi Organi ed Uffici, configurano “impedimento” alle attività di controllo e monitoraggio svolte dal Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti, da questo Ufficio Speciale e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio”.

Nel mirino dell’Ufficio per l’incremento della differenziata finisce l’intero servizio comunale raccolta dei rifiuti urbani che, nonostante il “porta a porta”, è molto lontano dal valore minimo imposto dalla legge del 65% di differenziata, ma soprattutto, le proroghe che vanno avanti da ben 40 mesi, il tutto con danno per ambiente, salute dei cittadini e costi: “(…) l’affidamento con ripetute proroghe all’impresa per ben mesi 40, indizio di gravi anomalie e disfunzioni nello svolgimento del servizio per le quali non risulta che l’Amministrazione comunale abbia adottato i doverosi provvedimenti al fine di consentire il rispetto della norma del 65% di RD (raccolta differenziata n.d.r.). A ciò si aggiungono le ripercussioni su ambiente, salute pubblica e contenimento della spesa pubblica”.

È una vera e propria deflagrazione nella campagna elettorale in corso che “La Scelta” coglie al volo attaccando Mastroianni che aveva parlato del raggiungimento del 66%  di differenziata, specificando che era un dato ufficiale della Regione Siciliana mentre, in realtà, era un dato “drogato” da dati inesatti inseriti dagli uffici comunali.
«La lettera di Cocina dimostra che i 4 consiglieri della Scelta i conti sulla differenziata li hanno fatti bene, utilizzando i dati ufficiali che provengono dall’Ufficio tecnico del Comune di Santa Maria di Licodia – dichiara a Yvii24 il capogruppo Francesco Furnari – . La Regione Siciliana dice inconfutabilmente che quei dati forniti dal comune sono sbagliati e lo stesso comune è stato diffidato dalla Regione: è l’ennesima incongruenza rispetto a quanto dichiarato dal sindaco in tv.
Caro sindaco, cari cittadini – chiude Furnari – siete amministrati da persone che ci fanno diffidare e ci portano al danno erariale, con ulteriori esborsi di denaro per l’incompetenza dimostrata da questa amministrazione comunale.»

Insomma, oggi il sindaco Totò Mastroianni è chiamato a dare risposte alla Regione, ma soprattutto ai suoi concittadini. Certo, è possibile che si sia trattato semplicemente di un banale errore di copiatura da parte di un dipendente, e ci dispiacerebbe che, in virtù di uno sport italico molto praticato, lo “scaricabarile”, le responsabilità giungessero unicamente al primo gradino della gerarchia di comando. Al primo cittadino era stato fatto notare, dal gruppo consiliare, sulla base di una semplice formula matematica, che erano possibili errori nei dati. Ma il sindaco, con una scrollata di spalle, senza accertarsi se le cose stessero realmente come dicevano i suoi oppositori, aveva dichiarato in tv, e ribadito su Facebook: «Sulla questione differenziata mi sento in dovere specificare alcune cose che i consiglieri della scelta, disperatamente in cerca di visibilità pre elettorale, fanno finta di non sapere. Il dato del 66% è un dato ufficiale che proviene dalla regione Sicilia mentre quello millantato da Furnari & soci frutto di un calcolo fatto “in casa”. Ora con tutto il rispetto, le istituzioni devono attenersi ai dati ufficiali e non alle strumentalizzazioni. Pertanto l’amministrazione ha solamente ricevuto i dati rielaborati dagli uffici regionali. Rimaniamo convinti del nostro operato, le chiacchiere le lasciamo agli altri».

Una dichiarazione, fra l’altro, anche sbagliata, perché i dati non erano stati forniti dalla Regione sulla base di un calcolo proprio, ma sulla base dei dati forniti dal Comune di Santa Maria di Licodia. Insomma, o per “malafede” o per “incompetenza”, Mastroianni non ci fa una bella figura. Per la cronaca, avevamo chiesto al sindaco una intervista la scorsa settimana, ma, dopo aver acconsentito, il primo cittadino ha scelto di non rispondere più alle nostre telefonate.

Aggiornamento delle 10:32: Al sindaco è stata chiesta una intervista di replica. Mastroianni ha risposto dicendo che la rilascerà nei prossimi giorni dopo aver acquisito alcuni documenti utili.

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