Saranno 5 i tedofori che condurranno la fiamma olimpica da viale delle Rimembranze fino a piazza Umberto I

Tutto pronto a Santa Maria di Licodia per la settima edizione delle licodisiadi, che ritrovano luce dopo 43 anni di assenza dal piccolo centro etneo. Si è tenuta nella serata di ieri la conferenza di presentazione dell’evento sportivo culturale non agonistico che prenderà il via sabato prossimo con l’accensione della fiamma che attraverso 5 tedofori – pescati tra personaggi che si sono contraddistinti in passato nell’ambito sportivo licodiese – giungerà da viale rimembranze in piazza Umberto I dove sarà acceso il braciere olimpico. L’evento è stato organizzato dalla parrocchia Santissimo Crocifisso di Santa Maria di Licodia il cui sacerdote è stato affiancato da Pippo Crispi, Filippo Furnari, Francesco Giuffrida, Antonio Rapisarda, Gino Rapisarda, Nino Scaccianoce, Luigi Crispi, Yuri Furnari, Antonio spina, Giusi Furnari, Salvo Fichera, Rita ricceri, Antonio Moschetto, Francesco Mirone, Antonio Mazzaglia, Ettore Giuffrida e Giuseppe D’Olica

«Lo spirito è quello ludico sportivo» ha spiegato don Santino Salamone.«È questa la dimensione che dobbiamo riscoprire per il bene dei ragazzi che devono fare aggregazione e devono sentirsi protagonisti. Quello delle licodisiadi può rappresentare un momento di distrazione da tutti gli strumenti tecnologici, che non vanno comunque denigrati. Ringrazio tutto il comitato che si è prodigato per strutturare l’evento».

Particolarità dell’evento, anche la realizzazione di un inno ufficiale interamente scritto dal musicista licodiese Yuri Furnari che sarà eseguito dalla banda Giovanni Pacini di Licodia su piazza Umberto nella serata di sabato. «Quest’inno, è un brano che dovrebbe rappresentare le Licodisiadi» ha detto il maestro Yuri Furnari. «Mi sono ispirato alla sport, come valore degli atleti, cercando di cogliere l’animo degli sportivi prima di gareggiare. Il brano ha una prima parte che dovrebbe essere un richiamo alla popolazione a guardare questi atletiche sfilano prima della “battaglia”, mentre una seconda parte più lenta che accompagna questa marcia degli atleti. Spero che piaccia alla popolazione e che possa rimanere nella tradizione delle Licodisiadi future».

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