Attilio Bolzoni: «Nello scenario del dopo stragi, si sono appropriati delle parole dell’antimafia facendo nascere in Sicilia il mafioso antimafioso»

Interessantissimo incontro questo pomeriggio all’interno della fattoria sociale “L’Agorà” a Santa Maria di Licodia dal titolo “Mafia incensurata – il caso Montante” organizzato dal presidio partecipativo del patto di Fiume Simeto rappresentato dal suo presidente David Mascali e dall’associazione licodiese “Cultura&’Progresso” rappresentata dal presidente Martina Conti Bellocchi. All’interno dell’incontro è stata anche presenta l’ultima fatica letteraria del giornalista de La Repubblica Attilio Bolzoni “Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto” .

Un libro che racconta l’inchiesta giornalistica condotta dallo stesso autore che ha smascherato l’operato di Antonello Montante, ultimo – in ordine cronologico – pupo e puparo allo stesso tempo di quell’antimafia corrotta e marcia che coesiste contemporaneamente con chi lotta la mafia quotidianamente, in una Sicilia dalle mille sfaccettature. Un siciliano – Montante – che è “nel cuore” di un boss di Cosa Nostra e che diventa misteriosamente il faro dell’Antimafia italiana. Un personaggio che con la complicità di ministri dell’Interno e alti magistrati, di spie e generali, diviene il personaggio che più di ogni altro segna l’oscura stagione delle “mafie incensurate” che dettano legge dopo le stragi del 1992. A moderare l’incontro Maria Grazia Pannitteri

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