Due incidenti negli ultimi due giorni sulle statali 121 e 284: lavori inutili se non si dissuadono eccesso di velocità ed azzardi

Per tutti è la “scorrevole”, ovvero la Catania-Adrano, che, in realtà, è suddivisa in due arterie: il tratto fino a Paternò, che è l’inizio della strada statale 121 Catanese (il più antico collegamento fra Catania e Palermo); il tratto successivo che segna l’inizio della strada statale 284 Occidentale Etnea, che si conclude a Randazzo. Un’arteria, la “scorrevole”, che nel suo complesso rappresenta il collegamento con il capoluogo per migliaia di pendolari (lavoratori e studenti) e, proprio per questo, risulta ogni giorno intensamente trafficata.

I due segmenti (ss 121 e ss 284) negli ultimi due giorni sono stati teatro di due gravissimi incidenti: il primo (lunedì, mortale) sulla 121; il secondo, ieri, grave sulla 284, con una donna ricoverata al “Cannizzaro” dove è giunta a bordo dell’elisoccorso. La 284 sarà nei prossimi anni oggetto di un restyling che la trasformerà in 4 corsie sicuramente sino a Biancavilla e, probabilmente, fino ad Adrano. Bene, benissimo, ma, probabilmente, a lavori conclusi la “scorrevole” sarà sempre al centro delle cronache.

Chi scrive da quasi 30 anni si occupa, in cronaca, di questa arteria: purtroppo di incidenti mortali ne ha visti e raccontati tanti, insieme ad altri colleghi che, di certo, ne hanno visti più di chi scrive. Il punto è uno: anche il raddoppio delle 284 non servirà a ridurre gli incidenti mortali, se non verranno attuate misure drastiche a favore della prudenza. Il raddoppio servirà, di certo, ad aumentare scorrevolezza e velocità, ma questo non significa che, in automatico, si riducano le morti, senza i continui controlli della Polstrada o dei mezzi che la tecnologia mette a disposizione.

Testimonianza ne è la statale 121 nel tratto Catania-Paternò, che è già a 4 corsie: sono state attuate tutte le misure richieste, spartitraffico, svincoli, segnaletica, illuminazione. Ma sulla 121 si continua a morire. La battaglia per lo spartitraffico centrale, qualche decennio fa, sembrava essere la battaglia della vita. E, invece, non ha risolto nulla. Gli automobilisti continuano a superare i limiti di velocità e, ahimè, a morire. Prima ancora del raddoppio della 284, c’è una cosa che si può fare immediatamente: tolleranza zero per eccesso di velocità e sorpassi azzardati.

Certo, gran parte di chi legge, compreso chi scrive, sulla “scorrevole” si è ritrovato imbottigliato davanti ad un mezzo pesante e, osservando per bene la corsia opposta di marcia, ha atteso il rettilineo per sorpassare (spesso in presenza della linea continua), sapendo benissimo che dalla curva in fondo si sarebbe materializzato un mezzo nel senso contrario. Uno di questi sorpassi in un caso su mille diventa un incidente, dalle conseguenze ben immaginabili. Insomma: W il raddoppio, ma sarà solo un raddoppio di velocità, e, quindi, potenzialmente ancor più pericoloso, senza che qualcuno faccia rispettare il Codice della strada. La storia della 121 insegna proprio questo.

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