Ad Adrano l’incontro “Democrazia partecipativa per lo sviluppo sostenibile” sulle potenzialità di una politica del territorio basata sulla democrazia partecipativa

«Scriviamo, tutti insieme, la Carta della sostenibilità istituzionale». È la proposta uscita sabato scorso, nel corso dell’incontro-dibattito “Democrazia partecipativa per lo sviluppo sostenibile”, svoltosi presso Palazzo Bianchi di Adrano su iniziativa dell’Istituto di Ricerca, Sviluppo e Sperimentazione su Ambiente e Territorio, in collaborazione con 18 enti tra associazioni, sindacati e fondazioni che rappresentano il tessuto locale e regionale e col patrocinio dei comuni di Adrano, Biancavilla e Centuripe. A formulare la proposta il presidente dell’Irssat Giuseppe Lo Bianco che ha analizzato potenzialità e limiti di uno sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale nella nostra regione. La Sicilia subisce in modo pesante gli effetti dei cambiamenti climatici (il 70% del territorio è a rischio desertificazione), dell’emergenza rifiuti, della cattiva gestione idrica, della produzione energetica e di un’agricoltura basata troppo sui sistemi convenzionali e con pochi casi di rete tra produttori.

Importante il contributo dei relatori: Antonio Leanza ha parlato di Economia Circolare e Terzo Settore, portando anche l’esperienza della Fondazione Fits (Fondazione Italiana Terzo Settore) in alcune aree italiane; Andrea Brogna ha analizzato l’evoluzione dei finanziamenti territoriali in Sicilia, soffermandosi sulle opportunità che i comuni di Adrano, Biancavilla e Centuripe potranno avere dall’utilizzo dei finanziamenti legati alla Strategia Nazionale Aree Interne, evidenziando però, nel suo excursus, la mancata continuità della programmazione Regionale.
L’incarico di avviare l’iter di redazione della Carta della sostenibilità istituzionale è stato simbolicamente consegnato a Graziella Ligresti, ex sindaco di Paternò e presidente dell’Assemblea del Patto di Fiume Simeto, come riconoscimento per l’importante lavoro di coordinamento svolto come esponente delle associazioni.

La presidente ha sottolineato come «sia fondamentale il coinvolgimento di tutti gli attori» che dal 2002 hanno lottato per difendere il territorio dall’insediamento di un inceneritore e dalla nascita di una fabbrica di trasformazione di rifiuti speciali pericolosi, ideando (e costruendo) un futuro sostenibile per la Valle del Simeto.
Assenti giustificati Angelo Villari assessore al welfare del comune di Catania e Roberto Leonardi, presidente Nazionale della fondazione Fits, entrambi impegnati nelle delegazioni che hanno incontrato il Presidente del Consiglio, in visita a Catania, mentre Davide Russo è stato trattenuto da problemi familiari.
L’incontro ha avuto il patrocinio dei comuni di Adrano, Biancavilla e Centuripe e in rappresentanza dei tre enti ha parlato il sindaco di Adrano, Pippo Ferrante, il quale ha espresso soddisfazione per l’impostazione data all’evento e ha ricordato come la Strategia Nazionale Aree Interne sia per i tre comuni la più grande occasione di sviluppo degli ultimi decenni, risultato ottenuto proprio grazie alla partecipazione attiva di decine di associazioni e tantissimi cittadini che hanno messo le proprie competenze al servizio dell’area “progetto” simetina.

Ampio spazio è stato poi dedicato ai rappresentanti delle associazioni, dei sindacati e degli enti che hanno promosso l’iniziativa, arricchendola di contenuti e manifestando la propria disponibilità a dare continuità al percorso avviato.
A tirare le somme l’ex Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, attuale componente del consiglio di amministrazione del C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che è stato abile a raccogliere le redini di tutti gli spunti e mettere in evidenza i limiti del sistema italiano, «ultimo stato d’Europa nell’applicazione del principio di sussidiarietà», e di quello siciliano, «regione ultima fra gli ultimi in questo senso». Più che lasciare spazio e potere ai livelli territoriali di potere più vicini ai cittadini, in Italia si tende ad accentrarli verso i livelli più alti delle istituzioni. In tal senso non è mancato un accenno positivo a quanto è accaduto nella Valle del Simeto, dove è stata praticamente ribaltata questa impostazione verticistica.

Lagalla ha anche messo in evidenza i progressi che negli ultimi anni si sono registrati in altre regioni meridionali, come la Calabria, nell’ambito della ricerca, e il preoccupante stallo che invece si registra in Sicilia, sottolineando che, per quanto di propria competenza, il C.N.R. offrirà il supporto necessario alla concretizzazione di forme di democrazia partecipativa nell’ambito dello sviluppo sostenibile.
«Qualunque progetto, per essere realizzabile, deve rispondere ai criteri di sostenibilità ambientale, sociale, economica e istituzionale – afferma Pippo Lo Bianco – . Proprio quest’ultima è quella che molto spesso, in Sicilia, viene a mancare causando il fallimento di idee e progetti che potrebbero rappresentare, per la nostra isola, un volano di sviluppo e una grande occasione di posti di lavoro. Per questa ragione – continua il presidente dell’Irssat – proponiamo oggi la scrittura di una Carta per la sostenibilità istituzionale e a coordinarne la redazione non può che essere la presidente dell’Assemblea del Patto del Fiume Simeto e come sincera volontà di coinvolgimento di tutte le componenti che compongono il Patto stesso».

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